L’esultanza di Sergio Ramos, 34 anni, capitano del Real, dopo il rigore del 2-0
L’esultanza di Sergio Ramos, 34 anni, capitano del Real, dopo il rigore del 2-0
di Fabrizio Carcano La favola europea dell’Atalanta termina a Madrid scontrandosi con la dura realtà del più forte. Favola terminata senza lieto fine, con un sconfitta per 3-1. Impossibile l’auspicata ‘remuntada’ contro un Real che ha fatto valere in casa la sua maggiore esperienza e il suo tasso tecnico superiore, chiudendo la pratica nerazzurra in un’ora esatta sul 2-0 al sessantesimo. Vanificando ogni speranza atalantina di un’impresa ‘galactica’. Dea che esce dalla coppa regina dopo aver aver fatto la sua parte, approdando agli ottavi di finale, il...

di Fabrizio Carcano

La favola europea dell’Atalanta termina a Madrid scontrandosi con la dura realtà del più forte. Favola terminata senza lieto fine, con un sconfitta per 3-1. Impossibile l’auspicata ‘remuntada’ contro un Real che ha fatto valere in casa la sua maggiore esperienza e il suo tasso tecnico superiore, chiudendo la pratica nerazzurra in un’ora esatta sul 2-0 al sessantesimo. Vanificando ogni speranza atalantina di un’impresa ‘galactica’. Dea che esce dalla coppa regina dopo aver aver fatto la sua parte, approdando agli ottavi di finale, il vero obiettivo in questa corsa continentale, consapevole che una volta arrivata tra le prime 16 della coppa regina sarebbe servito un miracolo. Che non si è materializzato nella notte di Madrid, anche se i veri rimpianti della squadra di Gian Piero Gasperini riguardano tutti la gara d’andata giocata quasi interamente in inferiorità numerica, contro un Real rimaneggiato senza la classe e l’esperienza di campioni del mondo come Benzema e Sergio Ramos. Che non a caso l’hanno decisa con i loro gol, insieme alla vivacità del ventenne brasiliano Vinicius che si avvia a diventare un nuovo fenomeno carioca. Atalanta partita subito forte, con un’occasione ghiotta per Gosens su cross di Muriel dopo appena due minuti, seguita da un pressing asfissiante che nei primi venti minuti ha costretto il Real nella sua metà campo. Poi una crescita inesorabile dei Galacticos con le discese di Mendy e Vinicius a spaventare la Dea sulla corsia sinistra. Al 33esimo la svolta con il vantaggio madrileno. Gol di esperienza, confezionato grazie ad un’ingenuità atalantina: maldestro rinvio del portiere Sportiello, facile intercetto di Modric, altrettanto facile assist per Benzema a insaccare la sua 270esima rete con la ‘camizeta blanca’ dei castigliani. Quasi un’autorete che ha demolito mezz’ora di buona costruzione in cui la Dea aveva giocato con personalità e carattere. Fino alla frittata di Sportiello, al regalo per Benzema. Che ha raddoppiato il vantaggio del Real dopo lo 0-1 conquistato tre settimane prima a Bergamo.

Ripresa con il Real Madrid che ha accelerato sfruttando le ripartenze, con la velocità del devastante Vinicius che si è divorato il raddoppio dopo uno slalom dalla metà campo rovinato da un esterno di poco fuori. Rimandando il bis di qualche minuto: altra discesa di Vinicius, intervento al limite dell’area di Toloi per un rigore millimetrico, trasformato con glaciale freddezza da Sergio Ramos. Gara chiusa a mezz’ora dalla fine, Real che manca il tris con un’incornata di testa di Benzema sul palo. Atalanta che si consola, trovando il gol della bandiera con una punizione di Muriel a otto minuti dalla fine, un minuto prima del 3-1 firmato in contropiede da Asensio appena entrato. Dea che esce a testa alta: troppo grande il divario contro questo Real.