Si parla spesso dello sport come volano dell’economia, ma nessuno finora aveva tentato di quantificare indotto e unità lavorative generate. Lo ha fatto per prima la Federazione Italiana Sport Equestri, con uno studio realizzato assieme all’Università Luiss che verrà presentato domattina in una conferenza dal tema "L’indotto degli sport equestri sul sistema economico italiano" (lo streaming in diretta su www.cavallomagazine.it). Presidente Marco Di Paola, si dice sempre che lo sport fa economia: ma poi non si riesce mai...

Si parla spesso dello sport come volano dell’economia, ma nessuno finora aveva tentato di quantificare indotto e unità lavorative generate. Lo ha fatto per prima la Federazione Italiana Sport Equestri, con uno studio realizzato assieme all’Università Luiss che verrà presentato domattina in una conferenza dal tema "L’indotto degli sport equestri sul sistema economico italiano" (lo streaming in diretta su www.cavallomagazine.it).

Presidente Marco Di Paola, si dice sempre che lo sport fa economia: ma poi non si riesce mai a quantificare... voi perchè lo avete fatto?

"Perchè le federazioni hanno sicuramente la missione di vincere medaglie, ma bisogna essere consapevoli che ci sono anche altri obiettivi, tra questi la promozione di una filiera di valori. Lo sport è un bene sociale per le famiglie che lo vivono come momento formativo e per la comunità che ne ricava arricchimento del tessuto sociale, prevenzione e unità lavorative. Ma bisogna cambiare sotto l’aspetto organizzativo: capire che dietro le federazioni c’è una realtà economica importante alla quale far fronte con figure professionali sempre più specializzate".

Volete usare un domani questo studio presso governo e istituzioni?

"No, ma il tema ormai è sempre più evidente per tutti. Lo sport è la sesta industria nazionale in Italia, dietro gli aspetti valoriali e sportivi, c’è una realtà economica fortissima. Senza anticipare i risultati della ricerca, l’incidenza della filiera degli sport equestri sul Pil è un numero a 9 zeri e quello che è incredibile è che la ricerca è del 2019 su dati del 2018, ma da allora la nostra federazione è quasi raddoppiata".

E allora come userete questi dati cui avete dedicato comunque molto tempo, risorse e una collaborazione importante con la Luiss?

"Questo studio serve per far emergere chiaramente la situazione e rafforzare la consapevolezza dell’importanza di questo movimento da un punto di vista economico, visto che fino ad oggi è sempre stato relegato nell’alveo del volontariato".

Cosa farà mercoledì pomeriggio con i dati in mano?

"Avremo in mano la direzione nella quale ci stiamo muovendo per il futuro: più lavoro nello sport per i giovani e più conoscenze manageriali nelle strutture delle federazioni"

Gli sport equestri tra l’altro hanno sull’economia un moltiplicatore naturale: si gareggia in due... quindi l’indotto è già doppio...

"Sì il nostro è uno sport particolare, ma in generale l’’Italia ha una materia prima formidabile che sono i beni culturali, monumentali, artistici e paesaggistici. Lo sport è un’occasione per valorizzarli e le federazioni sono un volano per dare valore all’industria turistica".