Alvaro Morata, 28 anni
Alvaro Morata, 28 anni
La Spagna va in svantaggio, la ribalta, si fa riprendere ma alla fine la spunta contro la Croazia guadagnandosi i quarti. E arriva un’altra manita dopo il 5-0 rifilato alla Slovacchia nel girone, anche se di peso e difficoltà ben diversi. A Copenaghen finisce infatti con un rocambolesco 5-3 dopo i tempi supplementari per gli uomini di Luis Enrique che volano ai quarti di finale con fatica, ma tanto...

La Spagna va in svantaggio, la ribalta, si fa riprendere ma alla fine la spunta contro la Croazia guadagnandosi i quarti. E arriva un’altra manita dopo il 5-0 rifilato alla Slovacchia nel girone, anche se di peso e difficoltà ben diversi.

A Copenaghen finisce infatti con un rocambolesco 5-3 dopo i tempi supplementari per gli uomini di Luis Enrique che volano ai quarti di finale con fatica, ma tanto basta per assicurarsi un posto tra le migliori otto a Euro2020. Orsic e Pasalic fissano i tempi regolamentari sul 3-3, ma poi ci pensano Morata e Oyarzabal a qualificare gli spagnoli. La predominanza spagnola dura sino al 20’, minuto in cui Unai Simon si rende protagonista dell’autogol più goffo della rassegna: retropassaggio dalla metà campo, pallone svirgolato dal portiere e palla in porta per l’1-0.

Non si perde d’animo la squadra di Luis Enrique che ricomincia dal basso e finalmente concretizza: lo fa con Sarabia, capace di siglare un rigore in movimento dopo un paio di ribattute al 38’. La Spagna prende dunque coraggio, orchestrata dai piedi magici del prodigio Pedri e del veterano Busquets. Nella ripresa Ferran Torres si inventa un cross perfetto su cui arriva Cesar Azpilicueta, per il quale è un gioco da ragazzi incornare nel sacco il 2-1 al 57’. Orfana di Perisic (Covid) la Croazia fatica a rendersi pericolosa. Ed e’ un incredibile errore di disattenzione che sembra spezzare le speranze dei ragazzi di Dalic: Gvardiol lascia la fascia libera per dissetarsi, ne approfitta Ferran Torres che batte il portiere croato per il 3-1 al 77’. Negli ultimi 10 giri d’orologio succede l‘impensabile: Orsic accorcia le distanze da due passi all‘85‘, mentre l‘atalantino Pasalic, al secondo minuto di recupero, pareggia di testa con un inserimento impeccabile e prolunga il verdetto ai supplementari. Agli overtime è un susseguirsi di azioni che premiamo la Spagna: prima Alvaro Morata al 100’, con uno stop e un sinistro secco, poi Oyarzabal al 103’ fanno tornare il sorriso a Luis Enrique che strappa con merito il pass per i quarti.