di Mattia Todisco Il programma del lunedì di "Spillo" Altobelli era quello di raggiungere Nyon, in Svizzera, dove avrebbe dovuto partecipare al sorteggio degli ottavi di finale di Champions ed Europa League. Non ci sarebbe stata l’Inter, per cui fa il tifo e che ha egregiamente rappresentato in tanti anni di militanza, diventando a tutt’oggi il miglior marcatore nelle coppe della storia nerazzurra. Avrebbe però rappresentato l’Italia, che di squadre nelle due competizioni ne ha ancora sei, alcune delle quali con speranze di arrivare in fondo. Purtroppo per Altobelli e per il calcio italiano, è venuto a mancare pochi giorni fa un monumento come Paolo...

di Mattia Todisco

Il programma del lunedì di "Spillo" Altobelli era quello di raggiungere Nyon, in Svizzera, dove avrebbe dovuto partecipare al sorteggio degli ottavi di finale di Champions ed Europa League. Non ci sarebbe stata l’Inter, per cui fa il tifo e che ha egregiamente rappresentato in tanti anni di militanza, diventando a tutt’oggi il miglior marcatore nelle coppe della storia nerazzurra. Avrebbe però rappresentato l’Italia, che di squadre nelle due competizioni ne ha ancora sei, alcune delle quali con speranze di arrivare in fondo. Purtroppo per Altobelli e per il calcio italiano, è venuto a mancare pochi giorni fa un monumento come Paolo Rossi. Per chi ha giocato con lui il Mondiale dell’82 non solo un compagno di squadra, ma un amico. "Dovevo andare ai sorteggi per l’Uefa, ma dopo la tragedia non me la sono sentita", ci racconta al telefono, non sottraendosi però a un commento su quanto emerso dall’urna.

Poteva andare meglio alle nostre in Champions?

"La Juve è quella che ha trovato una squadra più abbordabile, direi che al 70% si qualificherà per i quarti. Anche perché contro il Barcellona ho visto veramente una grande partita. Certamente la Lazio ha invece preso una delle squadre più forti del mondo. Una formazione che non ha punti deboli, gioca sempre per vincere. Diverte e si diverte. Non è stata fortunata".

Crede le sia andata peggio che all’Atalanta, che ha pescato il Real?

"Per quel che ha mostrato quest’anno la squadra di Zidane, direi di sì. Parlo sia della Liga che della Champions. Se l’Atalanta va a giocare con le merengues come ha fatto in Inghilterra contro il Liverpool, vincendo ad Anfield, può diventare una bella lotta. Non penso che in Spagna abbiano esultato vedendo il sorteggio. Sanno che troveranno una squadra pericolosa, viva, tecnicamente forte. E il Real non mi sembra più quello di Ronaldo. Fino alla fine ha rischiato di restare fuori dagli ottavi".

A maggior ragione aumenta il rammarico per l’Inter, unica italiana esclusa dopo la fase a gironi?

"Sì, ma va detto che la spedizione in Europa è stata fallimentare. Una sola partita vinta su sei, due gare senza fare nemmeno un gol allo Shakhtar, come puoi pensare di passare il turno?".

In Europa League i sorteggi hanno dato come esito Milan-Stella Rossa, Roma-Braga e Napoli-Granada.

"Le italiane in questo torneo sono forti, stanno facendo bene. Non ne farei una questione di fortuna o meno nel sorteggio. Siamo noi italiane che diventiamo un problema per tutte le altre. Mi auguro solo che ci sia realmente un interesse da parte delle nostre che parteciperanno alla fase a eliminazione diretta. Lo scorso anno l’Inter è arrivata fino alla finale, ma in precedenza spesso non è stata affrontata allo stesso modo".

Lei è primatista di gol per i nerazzurri in Europa: come si affrontano le gare di Coppa rispetto al campionato?

"Esattamente al contrario di come ha fatto l’Inter contro lo Shakhtar Donetsk. Sono sfide, soprattutto alcune, in cui non puoi adottare una strategia d’attesa. Ci vuole pressione sull’avversario, grande attaccamento alla maglia e gioco. Tante volte le partite si vincono con la voglia. Quest’anno le ho visto fare in campionato alcune partite del genere, vinte con i cambi e reagendo una volta andata sotto nel punteggio. Con gli ucraini non è successo".