di Paolo Franci La mossa di Sky era attesa quanto prevedibile, dopo lo smacco subito nella corsa per l’assegnazione dei diritti tv di Serie A del triennio 2012-24, con Dazn pigliatutto e ora ’proprietaria’ di tutte le partite - sette in esclusiva tre in coabitazione, in attesa che arrivi il nuovo ’inquilino’ - grazie ad un assegno di 840 milioni. Sky ha deciso di rivolgersi al tribunale impugnando il bando di assegnazione con un ricorso d’urgenza presentato ai giudici di Milano, con l’obiettivo di...

di Paolo Franci

La mossa di Sky era attesa quanto prevedibile, dopo lo smacco subito nella corsa per l’assegnazione dei diritti tv di Serie A del triennio 2012-24, con Dazn pigliatutto e ora ’proprietaria’ di tutte le partite - sette in esclusiva tre in coabitazione, in attesa che arrivi il nuovo ’inquilino’ - grazie ad un assegno di 840 milioni. Sky ha deciso di rivolgersi al tribunale impugnando il bando di assegnazione con un ricorso d’urgenza presentato ai giudici di Milano, con l’obiettivo di bloccare l’assegnazione dei diritti deliberata lo scorso 26 marzo. La mossa arriva alla vigilia dell’assemblea di Lega di Serie A in programma oggi, attraverso la quale i club dovranno accendere il semaforo verde per il nuovo bando che dovrà assegnare le 3 partite in coabitazione. Partite, che proprio Sky aveva provato a prendere lo scorso 29 marzo, senza riuscirvi.

In realtà, il ricorso della piattaforma satellitare sarebbe stato consegnato circa dieci giorni fa, una mossa che la Lega di Serie A si aspettava al punto che, ieri, quando è trapelata la notizia, la reazione che è filtrata dai vertici di Via Rosellini è stata di assoluta pacatezza e serenità "per aver sempre operato nel totale e pieno rispetto delle regole" è la sintesi del pensiero che rimbalza dalla Confindustria del pallone.

L’udienza per discutere il ricorso è fissata per il prossimo 5 maggio e, a quel che si apprende, sarà il giudice Federico Rolfi, da poco nella Sezione Imprese del Tribunale di Milano, a occuparsi del contenzioso aperto dalla tv satellitare. Quest’ultima, basa la propria azione legale sull’ipotesi di uno scenario nell’assegnazione dei diritti tv che ha determinato un forte sbilanciamento in favore di un singolo soggetto. E, dunque - sempre secondo la posizione di Sky - una sproporzionata distribuzione dei pacchetti audiovisivi a disposizione dei partecipanti all’asta. Cioè, secondo Sky, un’asta concepita male che ha portato a un regime monopolistico. Prova ne è che - secondo i legali di Sky - con l’assegnazione a Dazn dei pacchetti 1 e 3, si è determinato uno scenario che di fatto assegna il potere di esclusiva alla stessa Dazn. Scenario che vede Dazn assegnataria di 7 partite in esclusiva, con 3 in co-esclusiva ancora da assegnare e cioè il pacchetto 2. Proprio quest’ultimo, una volta assegnato secondo i club, sconfessa l’ipotesi di esclusiva, proprio per effetto della co-esclusiva, mentre secondo la tesi della ricorrente si sarebbe di fatto venuto a creare un regime di monopolio vietato dalle legge Melandri e dall’ antitrust.