Jannik Sinner, 20 anni, non è arrivato nelle semifinali delle Atp Finals, ma ha dimostrato di valere il livello dei migliori
Jannik Sinner, 20 anni, non è arrivato nelle semifinali delle Atp Finals, ma ha dimostrato di valere il livello dei migliori
di Paolo Franci Matteo. Jannik. Lorenzo & Lorenzo. Facile chiamare in causa i moschettieri azzurri e la retorica d’antan, però è vero che Alexandre Dumas ti viene in mente eccome quando pensi a Berrettini, Sinner, Sonego e Musetti. D’accordo, ognuno di loro è protagonista di impennate e curve impossibili, successi e coni d’ombra, come accaduto nell’ultimo periodo a Lorenzo Musetti, che qualcuno ha definito ’il piccolo Roger’ per talento ed estetica tennistica. Mai così tanti, mai così in alto dai tempi dei Mostri Sacri della racchetta, Adriano Panatta su tutti e...

di Paolo Franci

Matteo. Jannik. Lorenzo & Lorenzo. Facile chiamare in causa i moschettieri azzurri e la retorica d’antan, però è vero che Alexandre Dumas ti viene in mente eccome quando pensi a Berrettini, Sinner, Sonego e Musetti. D’accordo, ognuno di loro è protagonista di impennate e curve impossibili, successi e coni d’ombra, come accaduto nell’ultimo periodo a Lorenzo Musetti, che qualcuno ha definito ’il piccolo Roger’ per talento ed estetica tennistica. Mai così tanti, mai così in alto dai tempi dei Mostri Sacri della racchetta, Adriano Panatta su tutti e poi Barazzutti, Bertolucci, Zugarelli, gli eroi di Davis quando la Coppa Davis era un rito mondiale che fermava il Paese come una partita dell’Italia al Mondiale.

Se Matteo Berrettini la dimensione da top player l’ha già raggiunta a Wimbledon e non solo, - nei Major è stato il terzo miglior giocatore della stagione: meglio solo Djokovic e Medvedev - la sua ’riserva’ alle Atp Finals (oggi alle 14 Medvedev-Ruud, alle 21 Zverev contro Djokovic che ha dato 6-2, 6-1 a Norrie), Jannik Sinner ha incantato. Prima ha demolito Hurkacz, successo che gli ha consentito di riprendersi la top ten nel ranking Atp. Poi ha giocato un match pazzesco contro Medvedev. Il 6-0? Dopo una lezione durissima Jannik ha giocato alla grande, portando il Frecciarussa numero 2 del mondo al tie break del terzo con due match point a corredo. Sul piano della crescita e in una stagione nella quale ha vinto 4 tornei, Jannik è pronto per il ’tu per tu’ con i grandi della racchetta. E non solo, perché il 25 novembre sarà il numero uno azzurro in Coppa Davis, visto il forfait di Berrettini.

Però non si possono dimenticare giocatori più maturi come Fognini - auguri a Fabio e mamma Flavia Pennetta: ieri è nata a Barcellona la terza figlia, Flaminia - Cecchinato, Travaglia, Caruso, Mager, Seppi, Gaio e Lorenzi. E soprattutto, fari accesi tra i tanti NextGen che stanno emergendo. Luca Nardi, tanto per cominciare, uno dei talenti più fragorosi del nostro tennis. Il pesarese 18enne è numero 460 al mondo ma in realtà, tra gli under 19 del rankijng sarebbe nella top five.

Compirà vent’anni il prossimo 7 dicembre Giulio ’Zeppo’ Zeppieri, romano e numero 243 Atp, fan di Di Caprio e Harry Potter, talento allo stato puro. Non si può dimenticare Luciano Darderi, classe 2002, numero 447 del mondo ma anche 315 in doppio. Darderi è italo-argentino e sta ottenendo ottimi risultati a livello Futures. In questo 2021 ha conquistato diverse finali e vinto due titoli, l’ultimo il 22 agosto scorso in Tunisia.

Merita grande attenzione anche Flavio Cobolli, classe 2002 e numero 295 al mondo che ha sfiorato la top 200 (era 214). Eppoi Forti, Arnaldi, Arnaboldi, Potenza Passaro, Bellucci, Mattioli e tutti gli altri della carica dei ventenni di talento che tifano per Sinner e Berrettini sognando, un giorno, di poterli battere.