12 mag 2022

Simone Inzaghi ha zittito tutti

Leo Turrini

Quando fra cinquant’anni qualcuno si prenderà la briga di scrivere la storia del calcio italiano a ridosso del terzo decennio del nuovo millennio, beh, forse dovrà dedicare un capitolo ad un certo Simone Inzaghi! Chiamato a sedere sulla panchina dell’Inter in un momento francamente delicato, dopo l’addio di Conte e la perdita di tre campioni come Lukaku, Hakimi ed Eriksen è riuscito a vincere la più difficile delle scommesse.

Beninteso, è molto probabile che il trofeo più importante, lo scudetto, finisca sull’altra sponda di Milano. Ma adesso che l’Inter, dopo la Supercoppa, ha alzato anche la Coppa Italia, qui e ora è giusto riconoscere al fratello del più famoso Pippo i meriti che gli spettano.

E spesso il calcio in questo paese viene raccontato in modo strano. Ieri sera, prima che iniziasse la finale, si sentivano narrazioni che clamorosamente rivalutavano il significato della stagione. Se la Juve avesse vinto a Roma, si diceva, avrebbe fatto meglio dell’Inter nell’arco della annata. Il tutto, badate bene!, in presenza di una classifica di A che sin dall’inizio ha segnalato come il gigantesco investimento su Allegri abbia prodotto un peggioramento rispetto a Pirlo. Ma non importa. La cosa buffa è questa: la sera prima dell’annuncio che sarebbe stato lui a guidare i nerazzurri, proprio Allegri aveva detto sì alla proposta di Marotta. Era tutto pronto per l’ufficializzazione, ma all’alba il Conte Max fece sapere che la proposta di Andrea Agnelli lo convinceva di più. La vita è un pallone. Rotola, rotola, rotola e poi finisce in porta. Con Simone Inzaghi.

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