Padrone della corsa dalla seconda tappa, Simon Yates (al centro nella foto) si porta a casa il Tour of the Alps e spedisce un messaggio a chi troverà al Giro d’Italia: io sono pronto, e voi? Nei cinque giorni di gara fra Tirolo e Trentino, gli hanno risposto in pochi: più di tutti i suoi compari di...

Padrone della corsa dalla seconda tappa, Simon Yates (al centro nella foto) si porta a casa il Tour of the Alps e spedisce un messaggio a chi troverà al Giro d’Italia: io sono pronto, e voi? Nei cinque giorni di gara fra Tirolo e Trentino, gli hanno risposto in pochi: più di tutti i suoi compari di podio, il basco Bilbao e il russo Vlasov, un po’ meno gli altri, dalla sorpresa Cepeda a Carthy e Bardet, mentre Pinot se l’è presa comoda e Hindley, sul podio rosa lo scorso ottobre, ha addirittura fatto le valigie in anticipo. Sia troppo avanti il gemello inglese o indietro gli altri, si scoprirà presto. Vincere aiuta a vincere: è il motto di Simon Yates, secondo britannico dopo Thomas a imporsi in una corsa dove non ci sono italiani nei primi dieci e da sette edizioni l’albo d’oro parla straniero (Nibali l’ultimo nel 2013). "Test importante, per me e per la squadra che mi affiancherà al Giro", dice il gemello inglese dopo che la quinta e ultima tappa ha premiato il coraggio di Felix Grossschartner, austriaco coi baffetti che semina quindici compagni di fuga. Alle sue spalle Roche e De Marchi, quarto Moscon coi migliori. Dai quali manca ancora Froome, che chiude la corsa a quasi un’ora da Yates: la strada per il Tour sembra lunghissima.

Si accorcia, invece, la strada che porta Nibali al Giro d’Italia: ricevuto il via libera dai medici, il siculo è tornato ad allenarsi in bici. A una settimana dalla caduta in cui si è fratturato il polso è il segnale che la sua presenza al via da Torino sabato 8 maggio è quasi certa.

a.cos.