Giuseppe

Tassi

Ma Gigi e Giorgio sono soprattutto anime, totem bianconeri da oltre tre lustri. Gli uomini che hanno segnato una storia lastricata di successi. Non é un caso che negli ultimi mesi, complici infortuni e rotazioni, siano stati più spesso in panchina che in campo. Eppure non hanno perso un grammo di carisma e popolarità. Sono i ‘grandi vecchi’ del gruppo, lo sguardo complice da cercare dopo un gol o una prodezza, la voce autorevole che ti spiega i segreti del calcio visti dal campo.

Simboli incarnati della vittoria, Gigi e Giorgio insegnano anche a perdere o a trarre insegnamento da una sconfitta. Sono guida preziosa per i giovani e ufficiali di complemento per il generale in carica. Nella Juve di Sarri, sempre esposta al vento della critica, hanmo il ruolo di preziosi equilibratori, ombrelli di protezione, antenne che captano polemiche e malumori.

È bello pensare che in un calcio abituato a dimenticare in fretta i suoi idoli (Del Piero e Totti insegnano), Buffon e Chiellini siano considerati alla stregua di autentiche bandiere. Un termine fuori moda, forse, ma che esprime orgoglio e senso di appartenenza. Se un pezzetto di futuro è ancora loro, questa Juve può davvero continuare a vincere.