SCI di Gianmario Bonzi Il dispiacere del rimpianto, l’emozione per un ritorno. Lunedì 14 dicembre sarà una giornata difficile da dimenticare per Mikaela Shiffrin. Quella commozione che l’ha colta in ginocchio al parterre di Courchevel è già parte integrante della storia nella Coppa del Mondo di sci alpino. Dopo quasi 11 mesi l’americana del Colorado, che lo scorso 2 febbraio aveva perso in circostanze tragiche...

SCI

di Gianmario Bonzi

Il dispiacere del rimpianto, l’emozione per un ritorno. Lunedì 14 dicembre sarà una giornata difficile da dimenticare per Mikaela Shiffrin. Quella commozione che l’ha colta in ginocchio al parterre di Courchevel è già parte integrante della storia nella Coppa del Mondo di sci alpino. Dopo quasi 11 mesi l’americana del Colorado, che lo scorso 2 febbraio aveva perso in circostanze tragiche papà Jeff, è tornata a vincere nel circuito maggiore e lo ha fatto, incredibilmente, in una gara, il gigante di Courchevel, il secondo in tre giorni, che le italiane avrebbero dovuto letteralmente dominare. Avrebbero? Sì, con il condizionale, perché alla fine è rimasto solo il podio di Brignone al posto di una probabile seconda doppietta Marta-Federica. La gara, corsa in condizioni di tempo perfetto su una pista barrata, ha vissuto sui 14 centesimi che hanno diviso, dopo la prima manche, Mikaela, al comando, Bassino, seconda a 0"07, e Brignone, terza appunto a 0"14. Le altre, tutte distanti. Una sfida a tre che si è decisa in mondo rocambolesco nella run conclusiva.

Una Brignone dominante si sdraiava sulla pista salvandosi in maniera incredibile, come Tomba in gigante ai Mondiali ‘96, arrivando comunque al traguardo in luce verde; Bassino, successivamente, deragliava sul penultimo dosso, quando aveva più di un secondo di vantaggio, rimanendo senza niente in mano. A quel punto Shiffrin coglieva l’occasione, pur essendo al 60% della forma, senza prendere particolari rischi: vittoria n.67 in Coppa per lei, come Marcel Hirscher, e podio n.41, invece, per Brignone. Miki è al 98° podio in Coppa e si trova incredibilmente seconda nella classifica generale a 145 punti da Vlhova, ieri fuori alla terzultima porta della prima manche. Fede supera Marta di 5 punti nella classifica di specialità. Le altre azzurre al traguardo: nona Sofia Goggia, che torna tra le prime dieci dopo il sesto posto di Soelden, quattordicesima Elena Curtoni, al miglior risultato tra le porte larghe dopo quasi cinque anni. Venerdì si torna in gara in Val d’Isere, per due discese e un superG.