Leo Turrini

Un marziano a Roma. Si intitola così un racconto delizioso di Ennio Flaiano, grande scrittore italiano del Novecento. L’autore immagina il clamoroso sbarco di un alieno nella Città Eterna. All’inizio tutti lo amano, lo coccolano, lo applaudono qualunque cosa faccia. Ma di lì a poco il marziano smette di fare notizia e viene pure preso a pernacchie dagli abitanti dell’Urbe...

Dubito che Mourinho abbia mai letto Flaiano, ma va incontro allo stesso rischio. L’annuncio del suo audace travestimento in giallorosso sta suscitando comprensibili entusiasmi: bravissimi i patron americani della Magica, gli esperti di mercato non avevano fiutato niente, si parlava di Sarri al posto di Fonseca e bla bla bla. Nessun dorma: il colpo mediatico è eccezionale, il carisma del personaggio darà visibilità globale alla nostra sgangherata serie A.

Dopo di che, anche il marziano di Flaiano tornò sulla terra. C’è pure un precedente non letterario: l’unico altro allenatore re d’Europa con l’Inter, oltre al portoghese, si chiamava Helenio Herrera. E anche lui ad un certo punto cedette al fascino languido del Cupolone, del Quirinale e dell’Olimpico. Finí in barzelletta: il Mago sulle sponde del Tevere vinse solo qualche partita a bridge, da Mago si fece Magone, come la sofferenza che procurava ai tifosi della Roma.

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