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21 gen 2022

Sensi ha convinto Inzaghi: ora può restare

Il gol decisivo in Coppa Italia e l’infortunio di Correa hanno messo in stand-by la cessione alla Sampdoria, che era praticamente fatta

21 gen 2022
mattia todisco
Sport
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale
Stefano Sensi, 26 anni, con questo destro ha risolto la partita di Coppa Italia contro l’Empoli regalando all’Inter la qualificazione ai quarti di finale

di Mattia Todisco L’armadietto ad Appiano, per ora, contiene ancora tutti gli effetti. È bastata una partita, Inter-Empoli, quella in cui Joaquin Correa si è fermato dopo 4’ (oggi gli esami, potrebbe avercene per un mese) e che alla fine ha risolto Stefano Sensi. Inzaghi ha utilizzato gli ottavi di Coppa Italia per vedere se qualcuno poteva ribaltare le gerarchie, le risposte sono state alterne, ma quella migliore l’ha data l’inatteso numero uno. Chiamato in panchina perché con quella qualità nei piedi fa sempre comodo, destinato a non giocare se non per necessità, visto che ormai il prestito secco alla Sampdoria era a un passo. Come poteva essere al top della concentrazione con lo zaino pronto all’ingresso? Dopo il mercoledì di Coppa, Sensi ha invece allontanato l’addio e avvicinato la permanenza. Non diventerà un titolare di colpo, l’exploit sarà sufficiente a trattenerlo temporaneamente a Milano. Anche perché, con soli tre attaccanti attualmente arruolabili, è meglio tenersi stretti tutti quelli che si hanno. Sensi, in emergenza, può calcare le zolle in appoggio a una punta centrale (vedi Inter-Genoa alla prima di campionato). Per non parlare del fatto che a centrocampo è tecnicamente la miglior replica in rosa di Calhanoglu e che ha un passato al Sassuolo da regista, posizione nella quale in assenza di Brozovic il tecnico deve affidarsi a soluzioni che non danno garanzie. Se non fosse per i maledetti infortuni, la mezzala acquistata dopo l’addio di Eriksen sarebbe stata già in casa. L’Inter lo ha pagato 35 milioni, ha fatto un investimento perché ci credeva. Lo ha visto esplodere nell’agosto-settembre del 2019, quando Conte raggranellò le prime soddisfazioni dell’esperienza nerazzurra soprattutto grazie al folletto marchigiano, inafferrabile tanto da vincere un premio come "Calciatore del mese" per l’Assocalciatori ed essere accostato persino al Barcellona. Dal successivo ottobre, da un derby ...

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