Ciro Immobile, 31 anni, autore del 2-0, abbracciato da Manuel Locatelli (23)
Ciro Immobile, 31 anni, autore del 2-0, abbracciato da Manuel Locatelli (23)
di Paolo Franci Cambiare tutta la squadra. Rischiare, mangiarsene troppi e alla fine vincere. Così è andata con la Lituania, anche se poi l’Italia le ha portate tutte e tre a casa senza incassare gol. Avere coraggio per Roberto Mancini, significa anche gestire le forze e chiedere una mano a tutti, sapendo che questo sarà un valore all’Europeo. sia fisico che di testa, oltre all’effetto ’gruppo’ che nel calcio paga spesso e bene quando c’è bisogno di tutti. Il Mancio è disposto a correre più di qualche rischio dal...

di Paolo Franci

Cambiare tutta la squadra. Rischiare, mangiarsene troppi e alla fine vincere. Così è andata con la Lituania, anche se poi l’Italia le ha portate tutte e tre a casa senza incassare gol. Avere coraggio per Roberto Mancini, significa anche gestire le forze e chiedere una mano a tutti, sapendo che questo sarà un valore all’Europeo. sia fisico che di testa, oltre all’effetto ’gruppo’ che nel calcio paga spesso e bene quando c’è bisogno di tutti.

Il Mancio è disposto a correre più di qualche rischio dal punto di vista dei meccanismi di gioco, a patto che la rosa in campo si allarghi fin dove potrà arrivare in vista dell’Europeo. Ha capito da tempo, il ct, dopo il massacro di una stagione e mezza all’insegna del Covid, che ha minato testa e gambe - quale sia l’imperativo. E cioè si dovrà rischiare e usare i ricambi molto di più rispetto al passato. E non è un caso che al fischio di inizio – con dieci facce nuove rispetto al match con la Bulgaria (il solo Donnarumma confermato) – i giocatori utilizzati in questo trittico di partite siano addirittura 25 sui 38 convocati, considerando però il forfait immediato di Kean e Cristante. Venticinque giocatori schierati sono tanti. Certo, provando e riprovando, quando avrà tutti a disposizione, il ct potrà spendere un tesoro negli ’alter ego’ e cioè quei ricambi pronti a sostituire i titolari in quasi tutti i ruoli. A maggior ragione se l’Uefa accoglierà la sua istanza di portare i convocati per l’Europeo a 25 calciatori. Venticinque come i risultati utili di Mancini che eguaglia Lippi.

Tornando al tris di match di queste qualificazioni, c’è da dire che Paese che vai catenaccione che trovi. E cioè Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania, se la sono giocata come se la riga di centrocampo fosse un baratro. Tutti là dietro e vediamo se ci dice bene. Va così anche in Lituania sul campo sintetico in stile torneo aziendale, dove gli azzurri faticano a trovare le misure nel primo tempo, oltre a faticare nel gioco e nella qualità, sfiorando il colpo solo con El Shaarawy che se ne mangia uno così. Quel che si diceva prima sulla rosa allargata, si materializza quando il Mancio toglie due spenti romanisti in abito grigio(issimo) – Pellegrini e il Faraone – piazza dentro Chiesa, mette Sensi in regia e avanza Locatelli. Tre mosse che trasformano Cenerentola in una principessa, lesta nel trovare il gol con Sensi da fuori. Da qui, la qualità s’impenna, anche se c’è il solito, irrisolto problema del centravanti: Immobile si mangia qualche gol di troppo – anche se nel finale segna si rigore – un lusso che contro le big all’Europeo potrebbe costare fin troppo caro.