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2 apr 2022

Se il procuratore fa la formazione

2 apr 2022

Paolo Franci

Siamo solo noi. E qui Vasco non c’entra nulla. Siamo solo noi, sì. Perchè la coincidenza è triste ma fortemente significativa. E siccome nulla accade per caso,chissà che non esista davvero un dio del pallone e che non abbia voluto dirci qualcosa. Come? Mentre le palline dei sorteggi per i Mondiali del Qatar rotolavano a Doha senza che vi fosse scritto ’Italia’ all’interno di una di esse, arrivava questa notizia: “Plusvalenze: deferite Juventus, Napoli e altre 9 società“. Già le plusvalenze. Quel giochino da furbetti attraverso il quale, secondo l’accusa della procura federale, è stato gonfiato il valore di calciatori anche modesti(issimi) per fini contabili. Questo siamo diventati, il calcio dei furbetti, delle scorciatoie, del doppio salto mortale tra le regole. E, forse, il flop Mondiale è anche figlio di un pallone gonfio sì, ma di scandali, deferimenti, diseducazione e, non dimentichiamolo, procure penali. Un pallone che non sa più allevare i propri figli ma insegue sistematicamente la scorciatoia, dal caso Suarez alle plusvalenze, passando per le violazioni delle norme antiCovid. Cioè, questi non li ferma neanche la pandemia. Eppoi ci sono loro, le vere star del pallone. Più dei calciatori, quasi. I procuratori. Sapete quanto hanno incassato nel solo 2021 dai club italiani per operazioni di mercato? 173 milioni. Per fare cosa? Per imbottire i nostri club e le nostre squadre Primavera di calciatori stranieri. E poi ci si stupisce che non si riesca più a giocare un Mondiale.

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