Sandro Ciotti, Mario Giobbe, Claudio Ferretti, Enrico Ameri: il calcio per tanti anni è entrato nelle case dei tifosi grazie a loro
Sandro Ciotti, Mario Giobbe, Claudio Ferretti, Enrico Ameri: il calcio per tanti anni è entrato nelle case dei tifosi grazie a loro
di Leo Turrini A suo modo, è un evento. Domenica 3 gennaio un intero turno della serie A si giocherà nella stessa giornata. Addirittura con sette partite su dieci in contemporanea, alle ore 15. Così, per effetto improvviso di un calendario iper compresso e magari non magistralmente organizzato, per una volta ci sembrerà di tornare alla epopea suggestiva e rugginosa di "Tutto il calcio minuto per minuto". Perché, insomma, è vero. O meglio: è stato vero. "Scusa Ameri", "vai pure Ciotti", "dallo studio interviene Roberto Bortoluzzi per segnalare che il Bologna è passato in vantaggio sul Lanerossi Vicenza grazie ad un gol di Pascutti... ". Eh, la nostalgia...

di Leo Turrini

A suo modo, è un evento. Domenica 3 gennaio un intero turno della serie A si giocherà nella stessa giornata. Addirittura con sette partite su dieci in contemporanea, alle ore 15. Così, per effetto improvviso di un calendario iper compresso e magari non magistralmente organizzato, per una volta ci sembrerà di tornare alla epopea suggestiva e rugginosa di "Tutto il calcio minuto per minuto".

Perché, insomma, è vero. O meglio: è stato vero. "Scusa Ameri", "vai pure Ciotti", "dallo studio interviene Roberto Bortoluzzi per segnalare che il Bologna è passato in vantaggio sul Lanerossi Vicenza grazie ad un gol di Pascutti... ".

Eh, la nostalgia canaglia! La serie A in campo rigorosamente alla stessa ora. E zero immagini, fino all’appuntamento in zona Happy Hour con il bianco e nero televisivo di Novantesimo Minuto di Paolo Valenti e dei suoi inviati negli stadi. Tipi esteticamente improbabili ma bravissimi a recitare una irresistibile commedia dell’arte pallonara: Marcello Giannini che aveva la Viola nel cuore, il piemontese Castellotti formato cotechino, il veneto vampiresco Ferruccio Gard, il napoletano ilare Luigi Necco e il milanese austero Gianni Vasino e da Roma un ancora magro Giampiero Galeazzi...

Ma prima di loro, in omaggio alla contemporaneità delle partite, il campionato era solo una colonna sonora. Voci che rimbalzavano da uno stadio all’altro, echi di misteriosi testimoni di uno spettacolo che alla stragrande maggioranza del popolo era vietato, a meno di non avere in tasca il biglietto per lo stadio. Addirittura, quasi per onorare la sacralità del calcio da vivere in dosi minime e quindi richiestissime, nei primi tempi il programma si collegava solo nel secondo tempo: per non togliere pubblico negli stadi e non condizionare più di tanto chi giocava. Fino al ritorno in campo, quindi, si giocava del tutto all’oscuro dei risultati degli altri.

Voci, già. Ricordo ancora lo stupore di milioni di italiani quando Aldo Biscardi affidò ad Enrico Ameri la conduzione della prima edizione del Processo del Lunedì, su Rai 3. Ameri era il leader dei radiocronisti Rai, quello cui inesorabilmente spettava la partita più importante della domenica. E per decenni nessuno, familiari e colleghi esclusi, sapeva che faccia avesse. La scoprimmo appunto tramite Biscardi e fu quasi uno shock: "Video killed The Radio Stars", come da canzone regina della Hit Parade (in verità Ameri era in gamba pure davanti ad una telecamera e continuò magnificamente il suo lavoro radiofonico, a scanso di equivoci).

E poi ci fu Sandro Ciotti, il numero due di "Tutto il calcio minuto per minuto", con quel rumore cavernoso che gli usciva dalla gola. Grattugiava informazioni su un palo, un rigore, un gol. Formidabile nelle invenzioni letterarie: una volta, per informarci che a San Siro si moriva di afa, se ne uscì con la frase "ventilazione inapprezzabile" e milioni di italiani sospettarono si fosse bevuto una caraffa di Chianti prima del collegamento, quando invece aveva semplicemente il merito di conoscere la lingua italiana.

Domenica 3 gennaio 2021 saranno altre voci e altri volti a raccontare la sorprendente domenica “unitaria” del nostro calcio. E non ci sarà da lamentarsi, perché di gente in gamba in giro ce ne sta ancora tanta, in radio e sul video.

Ma noi, noi che c’eravamo, ci concederemo il brivido dell’ennesimo rimpianto.