Urla forte Cristiano, nel gelo di Reggio Emilia. È un "siuuu" che scuote. Urla forte perché vuole che la sua voce si senta fino a Milano. "L’Inter e Milan sono molto forti, però io credo che possiamo ancora vincere – dice appena sceso dal palco del Mapei Stadium –. Sappiamo che sarà una corsa molto difficile, ma penso che sia possibile". Neanche il tempo di alzare il primo trofeo della stagione,...

Urla forte Cristiano, nel gelo di Reggio Emilia. È un "siuuu" che scuote. Urla forte perché vuole che la sua voce si senta fino a Milano. "L’Inter e Milan sono molto forti, però io credo che possiamo ancora vincere – dice appena sceso dal palco del Mapei Stadium –. Sappiamo che sarà una corsa molto difficile, ma penso che sia possibile". Neanche il tempo di alzare il primo trofeo della stagione, che la mente – o meglio, il computer di bordo – del portoghese si sintonizza su altri obiettivi, più grandi ovviamente. Lo scudetto primo di tutto, perché c’è una leadershipo da riaffermare e perché le due milanesi rischiano di diventare puntini all’orizzonte.

Ma per Ronaldo non è finita, almeno non ancora. "Spero che la squadra prenda fiducia in vista delle prossime partite". Parla da leader assoluto qual è. Ha capito che i suoi compagni stanno faticando molto nella transizione da Sarri a Pirlo, così come c’era stato tanto (troppo?) da assimilare in quella da Allegri a Sarri. E mentre la rivoluzione prova nuovamente a compiersi, ci pensa lui a tenere in gioco la squadra. "È stata una partita sofferta, il campo era molto brutto, ma la squadra ha mantenuto l’attenzione e vinciamo una coppa molto importante. Siamo molto felici". Ed è importante che torni a sorridere proprio lui, dopo quell’espressione tra lo sconsolato e l’arrendevole al 2-0 di Barella nella notte-horribìilis di San Siro.

Sorride e gonfia il petto Andrea Agnelli che ieri sera non era presente al Mapei Stadium. "Sono 10 anni di fila che vinciamo un trofeo... ma il più bello sarà sempre il prossimo", scrive su Instagram il presidente bianconero. E il suo è un messaggio che sa tanto di rivendicazione di un ruolo che quest’anno la Juventus sembrava aver smarrito. Ma nella nebbia di Reggio Emilia la Signora ritrova il sapore della vittoria. Ride persino Pirlo: "Alzare il primo trofeo da tecnico è qualcosa di diverso di più bello, ancora più che da giocatore, perchè sei al comando di una squadra così importante".

Gianmarco Marchini