La sentenza del Gip di Bolzano dà una chance di riscatto ad Alex Schwazer, ma la strada resta molto in salita. A sottolinearlo, con un comunicato, è World Athletics, la ex Iaaf, federazione mondiale della disciplina regina delle Olimpiadi, secondo cui "il signor Schwazer non potrà partecipare a competizioni internazionali fino al 2024". "Rifiutiamo qualsiasi...

La sentenza del Gip di Bolzano dà una chance di riscatto ad Alex Schwazer, ma la strada resta molto in salita. A sottolinearlo, con un comunicato, è World Athletics, la ex Iaaf, federazione mondiale della disciplina regina delle Olimpiadi, secondo cui "il signor Schwazer non potrà partecipare a competizioni internazionali fino al 2024". "Rifiutiamo qualsiasi intento da parte dell’atleta o altre persone di minare o annullare la decisione finale e vincolante del Tas", sottolinea la nota. Dalla gioia a nuove nubi per Alex. Ieri, infatti, è arrivata anche l’immediata e feroce reazione della Wada all’esito del procedimento penale di Bolzano. L’Agenzia mondiale antidoping si dice "inorridita" dalla sentenza e non solo respinge le accuse contenute nelle 80 pagine del dispositivo, ma minaccia le vie legali. Fare breccia nel muro che antidoping e giustizia sportiva internazionali hanno eretto intorno al marciatore altoatesinosarà un’impresa, e ancora una volta il miraggio olimpico obbliga a bruciare le tappe dell’azione. A sostegno dell’oro a Pechino 2008 arrivano però le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, assicurando che "saranno valutati gli sviluppi a tutti i livelli, per fugare ogni dubbio sulla vicenda".

Ma i dubbi che il Gip di Bolzano ha sparso a piene mani sull’attendibilità, e l’onestà, di chi ha condotto e gestito il caso dall’atleta sono considerati addirittura diffamatori dalla Wada. In un tweet, l’Agenzia afferma di aver preso atto "con grave preoccupazione" di quanto rilevato dal giudice che, su richiesta della Procura, ha archiviato ogni accusa a carico di Schwazer per la positività emersa nel 2016. La Wada si dice "inorridita dalle accuse spericolate, prive di fondamento e diffamatorie", in quanto, a suo dire, contro Schwazer c’erano "prove travolgenti corroborate da esperti indipendenti".