28 mar 2022

Schumi jr: "Io sto bene" Un miracolo made in Italy

A proteggere Mick nell’impatto col muretto il telaio costruito dalla Dallara

La Haas di Mick Schumacher mezza distrutta dopo l’impatto col muretto, nel tondo il pilota tedesco che ieri ha tranquillizzato tutti
La Haas di Mick Schumacher mezza distrutta dopo l’impatto col muretto, nel tondo il pilota tedesco che ieri ha tranquillizzato tutti
La Haas di Mick Schumacher mezza distrutta dopo l’impatto col muretto, nel tondo il pilota tedesco che ieri ha tranquillizzato tutti

GEDDA (Arabia Saudita)

"Volevo dirvi che sto bene. Io e la Haas torneremo più forti".

Sono queste le parole che Mick Schumacher ha affidato al suo profilo Instagram, ringraziando tutti i fans per le dimostrazioni di affetto ricevute.

Il pilota tedesco è stato involontario protagonista di un terrificante incidente durante le qualifiche di sabato. Ha perso il controllo della monoposto su un cordolo e ha sbattuto contro i muri alla impressionante velocità di quasi 250 km all’ora.

Ricoverato precauzionalmente presso l’ospedale di Gedda, Mick era già tornato in albergo prima dell’alba di domenica. Nell’impatto fortunatamente non ha riportato danni fisici, ma la commissione medica della federazione internazionale non gli ha concesso di prendere parte alla corsa. Una scelta inevitabile considerate le possibili conseguenze psicologiche del botto.

"Naturalmente lui avrebbe preferito gareggiare, appartiene alla indole dei piloti risalire in macchina il più breve tempo possibile dopo un incidente – ha raccontato Gunther Steiner, l’italiano che dirige il team Haas –. Ma non era il caso di prendere rischi inutili. Il ragazzo sta bene e questa è l’unica cosa che conta. Sono certo che tra due settimane in Australia avrà modo di dimostrare tutta la sua voglia di migliorare".

A salvare Schumacher junior hanno certamente contribuito le rigorose misure di sicurezza introdotte dalla federazione internazionale sulle macchine da gran premio. In particolare, il telaio della Haas, il motore Ferrari, viene costruito nelle officine della Dallara, in provincia di Parma. La robustezza della cellula di sopravvivenza ha consentito al giovane tedesco di uscire indenne da uno schianto spaventoso.

Hanno invece fatto molto discutere, tra i colleghi di Schumacher e tra gli appassionati di automobilismo, le incomprensibili facilitazioni accordate agli organizzatori sauditi.

Già nello scorso autunno, quando la Formula Uno fece per la prima volta tappa a Gedda, Tanti addetti ai lavori avevano reputato il circuito troppo pericoloso. Sul Mar Rosso le macchine sfrecciano accanto ai muri ad una velocità pazzesca. Le curve sono “cieche” e non esistono vie di fuga, tanto che in occasione di questo week end sono stati installati schermi giganti a ridosso dei punti più insidiosi. Come se un pilota, mentre guida, avesse tempo di dedicarsi alla tv!…

Unica consolazione: pare che nel 2023 il Gp d’Arabia venga disputato in un nuovo impianto permanente.

l. t.

© Riproduzione riservata

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