Segnateveli i nomi di Ruggero Tita, 29 anni da Rovereto, e Caterina Banti, romana classe 1987. Segnateveli perché come coppia hanno già un argento virtuale al collo e domani mattina, dalle 8:30 circa, potrebbero farvi divertire parecchio in una disciplina, la vela, che ha già dato agli italiani brividi e soddisfazioni in questo 2021 tormentato. Non c’è solo Luna Rossa, però, non c’è solo l’America’s Cup ad emozionare i tifosi. Ci sono...

Segnateveli i nomi di Ruggero Tita, 29 anni da Rovereto, e Caterina Banti, romana classe 1987. Segnateveli perché come coppia hanno già un argento virtuale al collo e domani mattina, dalle 8:30 circa, potrebbero farvi divertire parecchio in una disciplina, la vela, che ha già dato agli italiani brividi e soddisfazioni in questo 2021 tormentato. Non c’è solo Luna Rossa, però, non c’è solo l’America’s Cup ad emozionare i tifosi. Ci sono anche i nostri due velisti a cui manca una sola gara per provare a conquistare un oro vicinissimo dopo che anche ieri, nelle tre regate in programma, hanno collezionato una vittoria e due secondi posti. Risultati che vanno ad aggiungersi alle altre tre vittorie nelle nove regate precedenti e ai piazzamenti che ne hanno decretato un vantaggio incolmabile per i terzi, i tedeschi Kohlhoff e Stuhlemmer. Sarà lotta a due per l’oro coi britannici John Gimson e Anna Burnet, allora, e nella Medal Race del 3 agosto basterà un sesto posto per essere matematicamente certi del gradino più alto del podio.

L’imbarcazione di Tita e Banti è il Nacra 17 a equipaggio misto, specialità della vela che ha esordito a Londra 2012: una barca creata appositamente per bilanciare il peso di un uomo e di una donna e arricchita in questi Giochi del cosiddetto hydrofoil. Rispetto a Luna Rossa e Team New Zealand, i Nacra sono molto più corti, poco più di 5 metri, si manovrano ‘da fuori’ in una posizione che ricorda il windsurf e che consente grande agilità e velocità anche superiori ai 30 nodi.

La coppia azzurra ha iniziato il suo percorso insieme dopo le Olimpiadi di Rio, e arrivava in terra giapponese come una delle pretendenti ai metalli pregiati: il ruolino di marcia dei due italiani annovera già un oro e un bronzo mondiali e due titoli europei tra 2017 e 2018. Ruggero Tita però, mantiene i piedi ben saldi a terra: "Siamo stati veloci e abbiamo fatto le cose giuste al momento giusto sin qui, ma non possiamo parlare adesso del risultato, aspetteremo martedì e la fine delle gara. Dopo esserci allenati per cinque anni insieme però siamo fiduciosi. Cercheremo di non commettere errori, rimanendo concentrati sul nostro obiettivo ma al contempo rilassati fino alla fine".

Alessandro Trebbi