di Gianmarco Marchini Valla a capire la Juventus, quest’anno. Per trentotto minuti, ieri, abbiamo coltivato la convinzione che sarebbe stato più probabile un Crotone salvo di una Juventus campione d’Italia. Poi dal letargo bianconero lungo due dolorose sconfitte (Napoli e Porto), spunta fuori la testa del campione: parliamo di Ronaldo, ovviamente. Con due incornate implacabili in chiusura di primo tempo, il portoghese butta giù il muro...

di Gianmarco Marchini

Valla a capire la Juventus, quest’anno. Per trentotto minuti, ieri, abbiamo coltivato la convinzione che sarebbe stato più probabile un Crotone salvo di una Juventus campione d’Italia. Poi dal letargo bianconero lungo due dolorose sconfitte (Napoli e Porto), spunta fuori la testa del campione: parliamo di Ronaldo, ovviamente. Con due incornate implacabili in chiusura di primo tempo, il portoghese butta giù il muro alzato davanti a Cordaz e si rimette Lukaku alle spalle nella corsa al trono del gol. Diciotto Cristiano, diciassette il Romelu interista che, però, ha la non trascurabile felicità di trovarsi davanti con i suoi compagni nella classifica più importante. Con il 3-0 al Crotone, però, la Juventus accorcia le distanze dai nerazzurri primi: da meno undici a meno otto che con il famoso recupero contro il Napoli (pur sempre da vincere) potrebbero diventare cinque.

Ma questo non è il momento dei condizionali, né del futuro: c’è un presente che impone alla squadra di Andrea Pirlo di ritornare in fretta sui binari della stagione. Per la Champions ci sarà tempo fino al 9 marzo, quando i portoghesi di Sergio Conceiçao verranno a Torino a difendere il 2-1 del Do Dragao. Prima di quella notte, però, passano altri tre treni importanti per lo scudetto: sabato in casa del Verona, martedì lo Spezia e il sabato dopo la Lazio. Queste tre gare diranno molto sulle reali possibilità di agganciare l’Inter, prima di aver ovviamente superato il Milan. Intanto, il Crotone ci ha detto che Ronaldo è tornato CR7, la macchina implacabile da gol. Dicono: eh, ma facile con l’ultima in classifica? All’andata, però, Ronaldo non c’era causa Covid e la Juve si incagliò negli scogli dello Scida, con un pareggio che, all’alba della stagione, aveva già alzato le prime nuvole sul cielo sopra Pirlo. Pirlo che, ieri, a dire il vero, aveva ben poca scelta nell’undici iniziale. E’ un buon segno, però, che il 3-0 arrivi proprio da McKennie, uno di quelli chiamati a stringere i denti. La rete del texano è l’immagine di una squadra che ha voglia di uscire unita da questo momento difficile per rivendicare il proprio ruolo. Missione che, col ritorno dei vari Arthur e Dybala sarebbe decisamente più facile.