Andrea Pirlo, 41 anni, e Cristiano Ronaldo (36): tre stagioni e tre allenatori diversi
Andrea Pirlo, 41 anni, e Cristiano Ronaldo (36): tre stagioni e tre allenatori diversi
di Gianmarco Marchini Un’altra cartuccia ci sarebbe pure da sparare. Il più è capire se, dopo aver sbagliato per tre volte la mira, Ronaldo e la Juventus abbiano ancora voglia di provarci insieme. L’entusiasmo e la complicità tra le parti sono ai minimi storici dall’estate 2018, quando Cristiano fu chiamato a Torino come il mr. Wolf di Pulp Fiction: risolvici il Problema Champions, perché per il campionato onestamente bastavano già i Mandzukic e gli Higuain del caso. Nel frattempo, però, il caffè preparato da Andrea Agnelli per ingannare l’attesa, si è...

di Gianmarco Marchini

Un’altra cartuccia ci sarebbe pure da sparare. Il più è capire se, dopo aver sbagliato per tre volte la mira, Ronaldo e la Juventus abbiano ancora voglia di provarci insieme. L’entusiasmo e la complicità tra le parti sono ai minimi storici dall’estate 2018, quando Cristiano fu chiamato a Torino come il mr. Wolf di Pulp Fiction: risolvici il Problema Champions, perché per il campionato onestamente bastavano già i Mandzukic e gli Higuain del caso. Nel frattempo, però, il caffè preparato da Andrea Agnelli per ingannare l’attesa, si è raffreddato talmente tanto da diventare imbevibile. E, nel frattempo, per agguantare con tutte due le mani quella stramaledetta coppa, i bianconeri sono finiti per mollare la presa sul campionato che, come un palloncino gonfiato a elio, sta volando con destinazione Milano. Così da attenuante nelle scorse stagioni, lo scudetto è diventato un’aggravante nell’ennesimo processo che si preannuncia durissimo. In primis, per la dirigenza, chiamata a rispondere di tre campagne acquisti segnate da colpi faraonici (i 115 milioni per CR7 appunto, i 75 per De Ligt, i 35 per Kulusevski), ma anche da colpi di sole incredibili. C’è mezza squadra sulla bilancia, che poi scotta come una graticola.

Non rischia Pirlo, per una semplice ragione: cacciarlo vorrebbe dire ammettere di aver fatto un errore epocale nello sceglierlo. Se fai una scommessa così clamorosa, devi firmare l’assegno in bianco più pesante: quello del tempo. Tutto però ruota attorno a una domanda: con Ronaldo o senza Ronaldo? L’impressione è che nel calcio corale e fluido coltivato da Pirlo ci sia poco spazio per un solista così. Poi ci sono i numeri: tanti gol, certo, ma in tre tentativi con CR7, tre eliminazioni, di cui due agli ottavi e una ai quarti. Non è questione di esserci andati vicini: qui non si è sentito manco l’odore. E allora: vuoi, tu, Signora, tentare un altro giro da 87 milioni, ossia il peso annuale di CR7 sul bilancio? E vuoi, tu, signor Ronaldo, spendere qui un’altra stagione, forse l’ultima buona della tua carriera? Ecco, non aspettatevi un "sì, lo voglio" univoco e immediato. Il tempo delle riflessioni è già cominciato, da entrambe le parti. E sono valutazioni profonde, da fare lontano dai riflettori. Nel silenzio. Come quello in cui si è infilato il re portoghese dopo la debacle di mercoledì. Il suo Instagram tace come un telefono rotto. Ultimo post martedì: sorridente con un #forzaJuventus a caricare l’ambiente. Poi il nulla.

Gira voce che Cristiano sia profondamente irritato dall’ennesuma eurofiguraccia, così come girano voci che lo sceicco del Psg vorrebbe battere il ferro della delusione finché è caldo: vieni che faccio un dream team per vincere tutto. Parigi val bene una promessa: se non altro quella di uno stipendio ancora da top player.