di Paolo Franci Sapersi mettere in discussione è una virtù, ma nel pallone questa lezione di vita può avere un significato in contromano. Angosciante, ad esempio, se c’è un obiettivo da non fallire come la piazza Champions. Oppure un sogno da accarezzare ancora, lì dove ora c’è chi ti ha strapazzato nel derby. E allora, signori, ecco a voi un Roma-Milan che nel 2021 sta facendo del contromano una religione. La Roma aveva un fortino confortevole: saper far ‘secche’ le piccole senza pietà,...

di Paolo Franci

Sapersi mettere in discussione è una virtù, ma nel pallone questa lezione di vita può avere un significato in contromano. Angosciante, ad esempio, se c’è un obiettivo da non fallire come la piazza Champions. Oppure un sogno da accarezzare ancora, lì dove ora c’è chi ti ha strapazzato nel derby. E allora, signori, ecco a voi un Roma-Milan che nel 2021 sta facendo del contromano una religione. La Roma aveva un fortino confortevole: saper far ‘secche’ le piccole senza pietà, incagliandosi però sugli scontri di vertice; 3 punti su 21 disponibili senza vincerne uno. Il pari contro il Benevento in dieci ha sgretolato la certezza di Fonseca. Dall’altra parte, invece, Gli Invincibili sono diventati Gli Irriconoscibili. Un calo talmente verticale che si fa fatica a stargli dietro.

In difesa: l’acciaio ha lasciato il posto alla tribù che balla. Là davanti: nelle ultime quattro la rete s’è gonfiata su azione solo con l’autogol di Belgrado. Eppoi, le certezze, finite in un buco nero: da Leao a Calha a Romagnoli, smarriti al pari delle qualità che avevano disegnato il capolavoro, solidità e velocità, lucidità e forza fisica. E se il Milan s’aggrappa alle uniche certezze del momento da una e dall’altra parte del campo – Ibra e Donnarumma – proprio in porta e in area altrui la Roma sfodera incertezze XL. Dall’addio di Alisson sono solo tormenti e Pau Lopez è come i pacchi di ‘Affari Tuoi’: non sai mai cosa succederà ‘scavicchiando’ e aprendo la scatola. E là davanti manca la solidità di Dzeko, infortunato ma messo in concorrenza con Borja Mayoral, tipetto dal gol facile, certo, ma di bistecche ne deve mangiare per arrivare al divino Edin. Uno che Conte e Pirlo, per dire, avrebbero voluto per vincere lo scudetto e Fonseca tratta da precario. E allora, se c’è tanto in discussione, corsa Champions compresa perchè le altre non mollano mica, qualche certezza c’è eccome. Detto di Gigio e Ibra, l’idea è che sulla fascia (destra) storicamente sbilenca della Roma, Theo possa riaccendere le turbine, là dove Spinazzola non le spegne mai. Eppoi, lo scontro a distanza dei Nuovi Leader, Kessie e Veretout, gente da "gol, metri e muscoli" per dirla alla Spalletti. E, ancora, giovani registi in vetrina: un gran bel Villar vs Tonali che prima o poi si sveglierà. Sì, mettersi in discussione può avere mille significati, è vero, ma un solo, unico obiettivo: vincere questa sera per restare sul treno per Yuma, che poi è l’Europa che conta. E anche qualcosa in più, vero Pioli?