di Paolo Grilli Il terzo atto in tre settimane della sfida fra Juve e Inter è il primo senza appello. Il ritorno della semifinale di Coppa Italia, stasera all’Allianz Stadium, si carica così di ulteriore pathos, se ce ne fosse bisogno. Il 2-1 per i bianconeri a San Siro nell’andata, con la doppia firma di Ronaldo, ha sbilanciato il...

di Paolo Grilli

Il terzo atto in tre settimane della sfida fra Juve e Inter è il primo senza appello. Il ritorno della semifinale di Coppa Italia, stasera all’Allianz Stadium, si carica così di ulteriore pathos, se ce ne fosse bisogno. Il 2-1 per i bianconeri a San Siro nell’andata, con la doppia firma di Ronaldo, ha sbilanciato il confronto in maniera tale da obbligare i nerazzurri oggi a un assalto del tutto contiano. Quale miglior banco di prova per una Signora reduce da sei vittorie in fila tra tutte le competizioni, condite dall’invidiabile score di 14 reti segnate e una sola subita (proprio quella di Lautaro di martedì scorso). E la missione azzurrissima di ”resistenza e assalto“ di Pirlo, cui finalmente i panni del Maestro stanno a perfezione, diventa ancora più ardua oggi non solo perché si ritroverà contro anche Lukaku e Hakimi, assenti a Milano, ma perché la lista dei suoi diffidati fa paura in vista di una possibile finale: Alex Sandro, Arthur (ancora con i postumi della febbre, ma oggi in panchina), Bentancur, Bernardeschi, Chiesa, Ronaldo, De Ligt, Demiral, Morata e Rabiot. Quanto basta per far rabbrividire una rosa pur lunghissima come quella dei bianconeri.

Prevedibile però un contenuto turnover, stasera, perché poi il pensiero di poter estromettere l’Inter in Coppa, con tutte le conseguenze psicologiche anche nell’estenuante volata di campionato, deve costituire per la Signora niente meno che un assillo. La tripla corsa dei bianconeri vive di adrenalina: e non potrebbe essere altrimenti viste le 11 partite compresse in 34 giorni. Dopo stasera, ci sarà il Napoli al ‘Maradona’ sabato, poi il Porto in trasferta mercoledì 17 in Champions. Ma ora anche Pirlo sorride.