di Paolo Franci Ci sono loro, gli Eroi. Quelli che hanno scritto la storia del pallone con inchiostro inglese e qualità meravigliosamente italiana. E questa sera quegli eroi, saranno lì a Franchi, a godere della spinta di 9mila tifosi per battere la Bulgaria. Ci saranno tutti, ma non Chiellini che il Mancio vuole preservare per la gara oggettivamente più tosta del trittico e cioè quella Svizzera che all’Olimpico ne prese tre e certo è lì che affila gli scarpini. AL suo posto, sfida al centimetro tra Acerbi e Bastoni. Eppoi ci sono loro: “Quelli che“. Dai, è intuibile: Quelli che potevano essere lì nel delirio di Wembley e poi sul pullman scoperto delle polemiche. E nel mezzo, in quella festa incontenibile...

di Paolo Franci

Ci sono loro, gli Eroi. Quelli che hanno scritto la storia del pallone con inchiostro inglese e qualità meravigliosamente italiana. E questa sera quegli eroi, saranno lì a Franchi, a godere della spinta di 9mila tifosi per battere la Bulgaria. Ci saranno tutti, ma non Chiellini che il Mancio vuole preservare per la gara oggettivamente più tosta del trittico e cioè quella Svizzera che all’Olimpico ne prese tre e certo è lì che affila gli scarpini. AL suo posto, sfida al centimetro tra Acerbi e Bastoni.

Eppoi ci sono loro: “Quelli che“. Dai, è intuibile: Quelli che potevano essere lì nel delirio di Wembley e poi sul pullman scoperto delle polemiche. E nel mezzo, in quella festa incontenibile negli spogliatoi, tra pianti di gioia, video, champagne e selfie a mitraglia. ’Quelli’ lo mettiamo con la maiuscola, perchè si tratta di grandi giocatori che per sfortuna o ballottaggio perso di un soffio hanno riempito borsa e trolley e se ne sono tornati a casa. Paradossalmente, la sorte che è finita in contromano per questi ragazzi – Nic Zaniolo, Lore Pellegrini, Stefano Sensi, Moise Kean o Gianluca Mancini, per citarne alcuni – è e sarà una risorsa impagabile per il ct Mancini in vista del Mondiale del Qatar.

Quando il ct dice "Speriamo di aver aperto un ciclo con la vittoria dell’Europeo", spiega come fosse il Mondiale l’obiettivo nel mirino, mentre l’Europeo doveva servire da trampolino – magari con piazzamento di lusso, certo – in vista del sogno più grande. E, soprattutto, sottolinea come "questa squadra possa solo migliorare" – altro che appagamento, parola blasfema – non solo nella qualità dei suoi interpreti, ma anche e soprattutto nell’abbondanza dei ricambi che, solo un paio di anni fa, non avremmo neanche lontanamente immaginato. Insomma, la concorrenza fa bene ai sogni.

E allora c’è Zaniolo che sta bene e torna dopo due crac tremendi. S’è ripreso la Roma e ha la spinta di Mou. Non ha ancora la folgore nelle gambe ma il gol segnato al Trabzonspor è la metafora del suo calcio strafottente. Ha detto Nic: "E’ un nuovo inizio" che certo si è portato in azzurro. Il Mancio lo dice e lo ripete : "Dipende tutto da lui", riferendosi non alle qualità tecniche ma comportamentali del ragazzo. Se resta con i piedi imbullonati a terra, immaginarlo protagonista in Qatar non è difficile.

La storia dei piedi e dei bulloni vale pure per Moise Kean. Per il Mancio lui è il titolare predestinato nel ruolo di centravanti. Lo ha sempre pensato e lo pensa ancora, ma anche qui le chance di esserci da vero protagonista Moise dovrà cercarle dal collo in su: questione di testa. C’è poi Stefano Sensi, tradito da un muscolo malandrino e primo violino del maestro Jorginho. Lui, l’interista l’avrebbe alzata eccome la Coppona, giocando anche. Si rifarà in Qatar. Stessa discorso per Pellegrini, partito a razzo con Mou. Anche ’Pelle’ è a caccia di spazio, rivincita e annusa l’aria cercando la via per il Mondiale. Così come fa il suo compagno Gianluca Mancini, fatto secco nel ballottaggio con Toloi perché quest’ultimo più scintillante da terzino nel duello a base di duttilità.

Il tutto per dire che, come capitato a Chiesa pungolato all’Europeo dal sorpasso di Berardi, la concorrenza sarà preziosa per puntare al bersaglio grosso. Intanto, l’italia – che giocherà con il lutto al braccio per ricordare Morini – stasera può eguagliare il record di 35 gare di imbattibilità della Spagna, ottenuto tra il 2007 e il 2009. E punta il primato mondiale del Brasile con 36 gare utili, iniziato con Messico-Brasile 0-1 del ’93 e interrotto proprio dal Messico in Brasile (0-2) tre anni dopo.