Federica Brignone, 30 anni, è detentrice della Coppa del Mondo. In alto la caduta di Kajsa Lie: per lei frattura di tibia e perone
Federica Brignone, 30 anni, è detentrice della Coppa del Mondo. In alto la caduta di Kajsa Lie: per lei frattura di tibia e perone
di Gianmario Bonzi Da mamma Ninna Quario a Deborah Compagnoni, con un comune denominatore: l’Italia! Federica Brignone si ricorda di essere una signora campionessa e sulla VolatA in Val di Fassa porta tutte a scuola in superG, ritrovando il feeling perduto con la vittoria dopo oltre un anno. Non è un successo qualunque, però, quello di ieri, perché consente alla valdostana di eguagliare il primato in Coppa del Mondo per un’italiana, in possesso da 23 anni di Deborah Compagnoni, a quota 16. Una risposta di classe e orgoglio alle tante critiche subite dopo i Mondiali e forse...

di Gianmario Bonzi

Da mamma Ninna Quario a Deborah Compagnoni, con un comune denominatore: l’Italia! Federica Brignone si ricorda di essere una signora campionessa e sulla VolatA in Val di Fassa porta tutte a scuola in superG, ritrovando il feeling perduto con la vittoria dopo oltre un anno.

Non è un successo qualunque, però, quello di ieri, perché consente alla valdostana di eguagliare il primato in Coppa del Mondo per un’italiana, in possesso da 23 anni di Deborah Compagnoni, a quota 16. Una risposta di classe e orgoglio alle tante critiche subite dopo i Mondiali e forse dopo qualche parola di troppo spesa a Cortina. La classe è intatta, dubbi non ne avevamo. Si trattava solo di mettere la rabbia agonistica in pista e così Federica ha fatto, tra l’altro lasciandosi alle spalle rispettivamente l’oro e l’argento iridato nella disciplina, ovvero Lara Gut, che sembrava ingiocabile in superG e ha comunque vinto la Coppa di specialità e guadagnato 80 punti su Vlhova, 32esima, e Corinne Suter.

Non è tutto, però: a 30 anni e 229 giorni, Brignone, da ieri, è diventata anche la sciatrice azzurra più anziana di sempre a essersi imposta in una gara del circuito maggiore. Curiosamente, mamma Ninna Quario vanta, invece, il primato di precocità con 17 anni e 247 giorni. Tra l’altro, sia Quario (Sestriere) che Compagnoni (Bormio) avevano ottenuto i loro ultimi successi, quindi quelli del record, in Italia, come ieri Federica. Dulcis in fundo, Brignone ha archiviato la quarta vittoria della carriera in superG, eguagliando il primato italiano in possesso di Karen Putzer dal 2003. Va rimarcato ancora come nelle ultime sei stagioni Brignone sia sempre riuscita a ottenere almeno un’affermazione, fatto che in ambito nazionale vanta un solo precedente, realizzato da Compagnoni, che fu in grado di conquistare uno o più successi per sette annate agonistiche di fila (1992-1998).

Per la squadra femminile italiana gli urrah stagionali sono 9 (con 17 podi e 50 piazzamenti nelle 10), a una sola lunghezza dal record azzurro di vittorie annuali in Coppa del Mondo stabilito nel 1996-1997 da Deborah Compagnoni, Isolde Kostner, Sabina Panzanini e Lara Magoni, capaci di imporsi in dieci occasioni. E ieri ai piedi del podio si sono piazzate altre tre italiane, Elena Curtoni, quarta con rimpianti (poteva essere seconda senza un errore), Francesca Marsaglia (quinta) e Marta Bassino (sesta). Un trionfo, proprio nella giornata però in cui la norvegese Lie e l’austriaca Schneeberger sono cadute rovinosamente, con urla, pianti, immagini drammatiche e gara ferma per un’ora in totale, riportando (entrambe) la frattura della gamba, nel caso dell’austriaca purtroppo esposta.

"Aver raggiunto Deborah Compagnoni a 16 successi in Coppa del Mondo è un bel traguardo – dice Brignone – ma non l’ultimo: ho voglia ancora di fare, i miei sogni sono tanti". Tranquilla, Federica: da sabato si riparte, c’è il "tuo" gigante, a Jasna...