Paolo Franci Allora: giochiamo contro i più forti di tutti. Quelli che nel ranking mondiale stanno sull’Everest. Noi siamo belli, bravi, pure tosti, ma loro lo sono di più. Almeno sulla carta, poi come ama ripetere il ct, vivaddio ci sono le partite. E’ il bello del pallone che rotola e a volte va in buca...

Paolo Franci

Allora: giochiamo contro i più forti di tutti. Quelli che nel ranking mondiale stanno sull’Everest. Noi siamo belli, bravi, pure tosti, ma loro lo sono di più. Almeno sulla carta, poi come ama ripetere il ct, vivaddio ci sono le partite. E’ il bello del pallone che rotola e a volte va in buca là dove non ti aspetti. E proprio di questo vorremmo parlarvi, in queste poche righe. Ve la ricordate la Svezia? Vi ricordate quando Mancini ha abbozzato le prime scelte? Ragazzi che faticavano ad essere titolari nei loro club o che, addirittura, non avevano ancora esordito in Serie A, come Zaniolo, per dirne uno che non c’è e ci avrebbe fatto comodo contro i satanassi rossi, direbbe Tex Willer. Ecco, comunque vada stasera, qualunque cosa accada, abbracciamoli forte questi ragazzi, perchè ci hanno dato tutto ma propri o tutto e a un certo punto hanno iniziato a dare anche di più. Penso a Pessina, per dirne uno. Siamo Fratelli d’Italia, l’abbiamo cantato e urlato con la pelle d’oca. Abbiam messo l’inno da tutti in piedi all’Olimpico in centinaia di migliaia di video che ancora adesso rimbalzano tra social e whatsapp. Fratelli d’Italia, non dimenticate che comunque vada l’Italia s’è desta. L’ha fatto grazie a quel signore benvestito e la riga da una parte. L’ha fatto con Gigio, Giorgio, Leo, Spina, Chiello, il parigino, Loca, Nic, Ciro, Mimmo, Fede, Lorenzinho e poi, sì, tutti gli altri, in un mondo di bel gioco, sorrisi e l’azzurro che s’è riconsegnato, bellissimo, al nostro Paese. Fratelli d’Italia. Questo siamo. Comunque vada.