9 dic 2021

Regalo Zenit, Juve al sorteggio da grande

Solito 1-0 anche contro il modesto Malmoe: basta un gol di Kean. Ma i russi al 95’ fanno 3-3 col Chelsea e Allegri chiude primo

paolo franci
Sport
La rete decisiva segnata di testa da Moise Kean, 21 anni, in anticipo sull’uscita del portiere svedese del Malmoe Ismael Diawara, 27 anni, su assist di Bernardeschi
La rete decisiva segnata di testa da Moise Kean, 21 anni, in anticipo sull’uscita del portiere svedese del Malmoe Ismael Diawara, 27 anni, su assist di Bernardeschi
La rete decisiva segnata di testa da Moise Kean, 21 anni, in anticipo sull’uscita del portiere svedese del Malmoe Ismael Diawara, 27 anni, su assist di Bernardeschi

di Paolo Franci L’uomo in più di Max Allegri è nato in una cittadina russa dal nome che pare un codice fiscale: Ordzhonikidzevskaya. Così si chiamava fino a cinque anni fa, quando è poi diventata Sunzha, seguendo l’irrequietezza geografica di quei luoghi. Il suo nome è Magomed Ozdoev ed è, davvero, l’uomo del destino bianconero, colui che può cambiarlo dopo aver trasformato il sorteggio degli ottavi in una storia certo meno tesa. Al 29enne Magomed, centrocampista della nazionale che ha vissuto la carriera senza mai uscire dalla Russia – Lokomotiv, Rubin, Akhmat e Zenit – è capitato di entrare nella storia della Juventus in uno dei momenti più bui del club di Agnelli. Lui, Ozdoev, ha disegnato una traiettoria pazzesca colpendo al volo la palla al limite dell’area, trasformando una sconfitta immeritata in un pareggio indimenticabile. Un gol che entra nella storia della Juve - perlomeno in questa stagione e chissà che andando avanti in Champions non diventi aneddoto da leggenda... - e che vale il primo posto nel girone di Champions. Ozdoev si porta dietro una storia simile a quella di tanti bimbi delle sue parti. Ha appena due anni - nel 1994, mentre in Italia decolla la Juve di Lippi - quando la sua famiglia fugge dalla città natale, Grozny, e dalla prima guerra cecena per essere accolta, in un villaggio dell’Inguscezia, vicino all’attuale Sunzha. Lì il padre, ex calciatore, fonda la squadra del villaggio. Il resto è talento e voglia di emergere. Certo non è un titolarissimo nello Zenit. In 17 partite del campionato russo, dopo aver preso parte ad Euro2020, ha giocato 39 minuti. In Champions non aveva ancora toccato palla e l’esordio è stata un’esplosione di gioia, per lui e per la Juve. Entra al 79’ per Kuzjaev e sei minuti dopo Werner fa il bis: ...

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