di Leo Turrini Non un reclamo, ma una più prosaica richiesta di chiarimenti. Non sarà l’ultima, non è certo la prima, nell’arco di una stagione che ha restituito alla Formula Uno una popolarità che sembrava smarrita a livello globale. Da quando Lewis Hamilton e Max Verstappen (nella foto) hanno cominciato a suonarsele, talvolta non soltanto in senso metaforico, sulle piste del mondiale,...

di Leo Turrini

Non un reclamo, ma una più prosaica richiesta di chiarimenti. Non sarà l’ultima, non è certo la prima, nell’arco di una stagione che ha restituito alla Formula Uno una popolarità che sembrava smarrita a livello globale.

Da quando Lewis Hamilton e Max Verstappen (nella foto) hanno cominciato a suonarsele, talvolta non soltanto in senso metaforico, sulle piste del mondiale, la loro accesa rivalità ha fatalmente trascinato nel gorgo delle polemiche anche le rispettive scuderie.

Ieri sono stati i Bibitari a manifestare perplessità sulla legalità delle recenti modifiche apportate al motore della Mercedes. "Hanno guadagnato un vantaggio sorprendente sui rettilinei – ha detto Chris Horner, il capo della Red Bull – Poiché i regolamenti limitano drasticamente le possibilità di sviluppo della power unit a campionato in corso, domandiamo alla Fia di verificare bene tutto…".

Naturalmente la scuderia campione in carica si è affrettata a respingere qualunque illazione, precisando di essersi scrupolosamente attenuta alle norme in vigore. L’episodio può essere ricondotto alla guerra di nervi che ormai da mesi condiziona i duellanti. Ad esasperare il tutto provvede l’assoluta mancanza di empatia tra i due piloti, che non si sono risparmiati colpi bassi tra Imola, Silverstone e Monza. E con appena sei gare da disputare e soltanto sei punti di differenza in classifica, beh, non ci vuole Einstein per immaginare un finale rovente.

Del resto, in un recente passato, a ruoli invertiti, era stata Mercedes ad avanzare dei dubbi sulle soluzioni adottate dal nemico. La squadra di Hamilton prima aveva messo nel mirino le ali flessibili della Red Bull. Quindi aveva sollecitato un intervento per rendere meno rapidi i pit stop, un punto di forza dei Bibitari. In entrambe le circostanze, la federazione internazionale ha accolto le richieste della Mercedes, senza però causare danni alla scuderia dell’olandese volante.

A parti rovesciate, accadrà anche stavolta.