Demiral scherza con Danilo per festeggiare il suo gol: il brasiliano non segnava dal 15 luglio, nel 3-3 sempre contro il Sassuolo
Demiral scherza con Danilo per festeggiare il suo gol: il brasiliano non segnava dal 15 luglio, nel 3-3 sempre contro il Sassuolo
di Gianmarco Marchini Le luci non saranno quelle di San Siro, ma il risultato è lo stesso: un 3-1 che lampeggia come una spia di avvertimento, per gli altri. La Juventus di Andrea Pirlo è ufficialmente rientrata con tutti e due i piedi nella zona scudetto, mai così trafficata negli ultimi anni. Il successo soffertissimo sul Sassuolo è un passaggio fondamentale nell’economia del campionato perché permette di avvicinare a -4 l’Inter e a -1 la Roma, disinnescatesi a vicenda, e di tenere il ritmo del Milan primo e ancora distante sette lunghezze. Ma la vittoria sull’allegra orchestra De Zerbi è pesantissima...

di Gianmarco Marchini

Le luci non saranno quelle di San Siro, ma il risultato è lo stesso: un 3-1 che lampeggia come una spia di avvertimento, per gli altri. La Juventus di Andrea Pirlo è ufficialmente rientrata con tutti e due i piedi nella zona scudetto, mai così trafficata negli ultimi anni. Il successo soffertissimo sul Sassuolo è un passaggio fondamentale nell’economia del campionato perché permette di avvicinare a -4 l’Inter e a -1 la Roma, disinnescatesi a vicenda, e di tenere il ritmo del Milan primo e ancora distante sette lunghezze.

Ma la vittoria sull’allegra orchestra De Zerbi è pesantissima nell’ottica di un calendario che domenica propone uno svincolo-chiave: a San Siro contro i nerazzurri dell’Ex con la maiuscola Antonio Conte. A questo appuntamento i bianconeri si presentano con la faccia arrabbiata di un proprietario di casa che reclama l’affitto. In questo caso, la Signora (del piano di sotto) rivendica proprio l’appartamento che da nove anni abita indisturbata. L’aveva fatto capire non più tardi di qualche giorno fa al cospetto del Milan capolista, battuto anche con la complicità della sfortuna toccata a Pioli, orfano di Ibra e degli altri tenori proprio nella notte più importante. La stessa cattiva sorte che ieri sera in quaranta minuti è stata restituita a Pirlo privato prima di McKennie, poi di Dybala, i cui infortuni preoccupano non poco considerato che ora la tabella di marcia impone un tour de force: mercoledì gli ottavi di Coppa Italia con il Genoa, domenica l’Inter, appunto, e il mercoledì seguente la Supercoppa con il Napoli. Il tutto con Cuadrado, Alex Sandro e De Ligt ingarbugliati tra i fili del Covid. Ecco perché la continuità con la vittoria vale più di tutto (prima volta che i bianconeri infilano tre successi), perché in una fase così complicata della stagione l’entusiasmo può spingerti oltre le possibilità. Come la spinta che arriva dal destro di Danilo, l’insospettabile mattatore che contro il Sassuolo aveva già segnato in luglio e che ieri sera ha trovato il suo secondo dei tre gol totali in serie A.

Tu chiamali, se vuoi, segnali. Segnali che la Juventus di Pirlo un modo o un altro per chiudere la pratica lo trova sempre, anche quando va a complicarsi da sola delle faccende ampiamente alla portata. Già perché il vantaggio siglato dal terzino brasiliano pareva spianare un’autostrada sui tre punti, complice un Sassuolo ridotto giustamente in 10 a fine primo tempo dal rosso a Obiang per un’entrata-killer sulla caviglia di Chiesa fino a quel momento in versione indiavolata. La doppietta ammazza-Milan ha messo il turbo all’ex viola che, prima di quello spavento, era stato il migliore ancora una volta dei bianconeri, prendendosi ancora una volta la scena che abitualmente appartiene a CR7 ieri declassato al ruolo di decoratore col gol finale. E, invece, il Sassuolo è rientrato in gara con Defrel, spaventando l’Allianz Stadium fino alla zampata all’82’ di Ramsey, inizialmente risparmiato alla causa per la spedizione di San Siro. I conti con la fatica si faranno nei prossimi giorni: ieri andavano fatti quelli con la classifica.