Paolo Franci

Quanto c’era mancata una rivalità così? E quanto ci eravamo abituati ad un campionato in stile Fantozzi, con il pieno di Filini e Calboni e la Juve nei panni del Mega Direttore Clamoroso. E invece, tanto per restare nel mondo del cinema, quanto è bello questo match tra Rocky e Apollo Creed, che sia campionato o Coppa di scorta? Con una sola certezza: per capire il “who is who“ - e cioè chi tra Inter e Juve alzerà le braccia alla fine della stagione - si ha l’impressione che bisognerà aspettare #finoallafine, almeno così sperano gli juventini. Se il match di campionato aveva disegnato una superiorità indiscutibile dell’Inter su quella Juve rimaneggiata, stavolta è ’bastato’ - si fa per dire eh - non avere Hakimi e Lukaku, anima e cecchini di Conte, per sgonfiare le gomme all’Inter, pur tosta e più affilata nella ripresa. La Juve ha approfittato delle sciocchezze di Bastoni e Young e confezionato miracoli difensivi su Sanchez e Darmian, ha esibito il suo diadema portoghese che segna e si punta l’indice sulla testa, come a ricordare cosa fosse mancato nel match di campionato. E non è bastato il calcio malandrino di Barella e Lautaro, capaci di rubare il tempo di gioco al nemico come nessuno in Italia. E’ vero, in Coppa se fai due gol fuori casa sei un pezzo avanti. Sì ma non tra queste due. Non ne siete convinti? Ok, ci vediamo allo Stadium per il ritorno e ne riparliamo.