Leo Turrini

Non so più quante volte ho scomodato la saggezza del Drake di Maranello. Diceva Enzo Ferrari, senza che nessuno osasse contraddirlo: una macchina è bella se vince. E aggiungeva, riferendosi ai suoi tecnici: io faccio il pane con la farina che ho. John Elkann, successore del Grande Vecchio, immagino stia studiando la Storia (anche perché nelle cronache recenti dei Gran Premi troverebbe ben poco conforto). Introducendo l’ultima nata, la SF21, il presidente delle Rosse sa bene che sarà difficile trovare bella questa macchina, destinata nella migliore delle ipotesi a lottare per successi parziali. E poi anche lui, anche il nipote di Gianni Agnelli, fa il pane con la farina che ha. La farina, appunto. Deve esserci sicuramente qualche problema al...mulino, perché la Ferrari non vince il mondiale piloti dal 2007 e il titolo a squadre dal 2008. Non per colpa di chi comanda ora a Maranello, in poco più di un decennio è andato disperso un grande patrimonio umano e tecnico. Se mi mettessi a fare l’elenco di manager ed ingegneri bruciati sull’altare della vittoria qui e subito, avrei bisogno di un giornale intero. E ci siamo fumati anche due top driver come Fernando Alonso e Seb Vettel, tanto per gradire.

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