28 apr 2022

Premio Pablito, tutta la nobiltà dei gol di B

Intitolato a Rossi, sarà assegnato al capocannoniere della serie cadetta: il campionato che fece crescere tanto l’eroe azzurro

ilaria checchi
Sport
Paolo Rossi (1956-2020): in B col Vicenza fece ventuno gol nel 1976-1977
Paolo Rossi (1956-2020): in B col Vicenza fece ventuno gol nel 1976-1977
Paolo Rossi (1956-2020): in B col Vicenza fece ventuno gol nel 1976-1977

di Ilaria Checchi

Il premio "Pablito" al capocannoniere della serie B. Da quest’anno il bomber della cadetteria riceverà il trofeo intitolato all’indimenticabile Paolo Rossi, un riconoscimento importante che ricorda probabilmente il miglior attaccante della storia del calcio italiano e che lo rappresenta mentre alza le braccia al cielo "così come voleva essere ricordato", racconta Federica Cappelletti, vedova di Rossi. A differenza della Spagna, dove il Trofeo Pichichi per il capocannoniere (dal nomignolo dell’attaccante dell’Athletic Bilbao Rafael Moreno Aranzadi) è organizzato dal quotidiano Marca, la Serie B ha deciso di portare avanti una propria iniziativa, con un trofeo (tre chili e mezzo di peso, è costruito in tre parti assemblate meccanicamente tramite incastri di precisione) che ritrae Paolo Rossi in una delle sue immagini più iconiche, a braccia alzate dopo un gol.

"Oltre ad essere un grandissimo campione che ha scritto pagine straordinarie, è stato anche un giovane partito dalla Serie B – ricorda il presidente Mauro Balata nella conferenza stampa svoltasi in Lega Calcio – che ha fatto poi una carriera meravigliosa. Può essere un motivo di stimolo per noi come Lega, sia per gli stessi calciatori". E infatti quello tra Paolo Rossi e la Serie B è un legame speciale da sempre, che affonda le sue radici nella stagione 1976-77, quando con 21 gol non solo vinse il titolo di capocannoniere, ma fu determinante per la promozione del Vicenza in Serie A. E proprio con la maglia biancorossa il grande campione divenne tale, complice sicuramente il cambio di ruolo che l’allora tecnico Giovan Battista Fabbri gli impose: proprio al mentore del "Lanerossi" è attribuita l’intuizione di avere spostato il futuro "Pablito" dal ruolo di ala destra a quello di centravanti a causa della mancanza di attaccanti in rosa.

Una mossa per la quale il mondo del calcio nostrano e internazionale gli sarà sempre grato, considerando lo spettacolo immenso che Rossi ha regalato a tutti nella sua strepitosa carriera. L’esempio portato avanti da Pablito, poi, dovrebbe ispirare i giovani calciatori di oggi, sicuramente poco avvezzi ad accettare di passare dalla massima serie (esordì in A nel 1975 con il Como) alla B, come da lui fatto. "Paolo sarebbe stato molto orgoglioso di questo premio. Era molto fiero delle sue origini, del fatto che dalla B era arrivato a conquistare le vette più alte. Ripeteva sempre ai ragazzi – spiega Federica Cappelletti – di metterci determinazione, coraggio, senza arrendersi mai anche nei momenti difficili come ha fatto Paolo. È un premio che rispecchia molto il carattere di Paolo e i valori che lui voleva trasmettere".

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