Leo Turrini

The times they are a-changin. I tempi stanno cambiando, cantava molti anni fa il futuro premio Nobel per la letteratura, il mitico Bob Dylan. E sia pure molto lentamente, non di rado tra mille contraddizioni, le cose cominciano a mutare anche sul pianeta sport, satellite pallone.

E’ di ieri la notizia che la Federcalcio inglese, dal 2022, sarà presieduta da una donna. I Maestri del Football, come con una certa spocchia continuano a considerarsi, saranno governati da Debbie Hewitt, una signora che capisce di dribbling e fuorigioco quanto e più dei colleghi maschi. Anzi: non ci sarebbe da stupirsi se l’anno prossimo in Qatar i Bianchi Leoni riuscissero finalmente a conquistare la Coppa del Mondo. Con presidenti appartenenti al presunto sesso forte, dopo il 1966 l’Inghilterra ha sistematicamente fallito l’obiettivo.

La notizia di Debbie boss della Federcalcio di Londra ha immediatamente fatto il giro del mondo. Non che il nostro Gravina si debba preoccupare, per carità: ma è italianissima la dirigente UEFA Eva Christillin, che nel marasma della SuperLega ha orgogliosamente fatto prevalere la lealtà “continentale” sul personalissimo tifo juventino.

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