Romelu Lukaku, 27 anni, 19 gol in questo campionato: con l’Inter in totale 62 partite disputate e 42 gol
Romelu Lukaku, 27 anni, 19 gol in questo campionato: con l’Inter in totale 62 partite disputate e 42 gol
di Mattia Todisco Lo sprint scudetto dell’Inter parte da Bologna. Le nazionali hanno fatto da spartiacque tra i primi tre quarti di campionato e l’ultimo spicchio, quello decisivo, a cui Conte guarda tenendo tutti sulla corda. "Zitti e lavorare", è il motto ordinato ieri dalla sala conferenze. Tornare a giocare dopo la pausa prevede delle incognite che allenatore e squadra devono cercare di dribblare. È stato a seguito di uno stop per le nazionali che l’Inter, con qualche assenza per il Covid, ha...

di Mattia Todisco

Lo sprint scudetto dell’Inter parte da Bologna. Le nazionali hanno fatto da spartiacque tra i primi tre quarti di campionato e l’ultimo spicchio, quello decisivo, a cui Conte guarda tenendo tutti sulla corda. "Zitti e lavorare", è il motto ordinato ieri dalla sala conferenze. Tornare a giocare dopo la pausa prevede delle incognite che allenatore e squadra devono cercare di dribblare. È stato a seguito di uno stop per le nazionali che l’Inter, con qualche assenza per il Covid, ha perso il derby d’andata. Non era ancora la squadra dei due filotti da otto vittorie consecutive, né quella che aveva incamerato la maggior parte degli scontri diretti, ma quella ricorrenza è un monito.

Solo ieri il tecnico ha avuto a disposizione gli ultimi cinque nazionali, tutti negativi ai test anti-Covid, più il fresco negativizzato De Vrij. Tra chi rientra e chi ha dato forfait in extremis, Conte ha opzioni quasi obbligate in difesa. L’olandese ha nelle gambe un allenamento in gruppo, D’Ambrosio è ancora positivo e Kolarov è affaticato. Non è partito per Bologna al pari di Perisic (stesso motivo), il che riduce a Skriniar, Ranocchia e Bastoni le scelte per la retroguardia a tre. A centrocampo, assente il croato, Darmian giocherà a sinistra con Hakimi a destra, mentre Gagliardini dovrebbe avere una chance al posto di uno tra Barella ed Eriksen. Davanti la coppia Martinez-Lukaku, ma i due e Sanchez ruoteranno tra stasera, mercoledì con il Sassuolo (recupero della sfida rinviata il 20 marzo scorso) e domenica 11 con il Cagliari.

La pressione è sulle spalle dell’Inter, come ammette anche Conte, perché i nerazzurri sono una squadra il cui blasone impone tale pressione. In più la capolista è prima e lo è con margine. Deve dimostrare da qui alla fine di essere la più forte, come ha fatto nelle ultime settimane prima della sosta, quando ha imposto un ritmo insostenibile per Milan e Juventus.

Può permettersi di perdere tre delle prossime undici partite, visto che ha gli scontri diretti a favore con i rossoneri, a -6 ma con una gara in meno. Ha degli impegni complicati davanti come quelli di Napoli, di Torino contro la Juventus e la Roma al Meazza, ma li hanno anche le avversarie e finora sono inciampate anche quando gli ostacoli non erano insormontabili. La gara di stasera al Dall’Ara può lanciare un segnale. La capolista giocherà sapendo già a quanto saranno le inseguitrici, visto che andrà in campo per ultima. Può essere una tappa intermedia o l’ennesimo strappo dopo una ricognizione. Dipende tutto dall’Inter.