Al giro dei Paesi Baschi è il giorno dei padroni: a dettar legge nella terza tappa sono gli sloveni, con Tadej Pogacar che sullo strappo finale piega il connazionale Roglic, leader della corsa. Duello spettacolare, con il vincitore del Tour che attacca a ripetizione in salita e il suo rivale puntuale a replicare: quando nel finale i ruoli...

Al giro dei Paesi Baschi è il giorno dei padroni: a dettar legge nella terza tappa sono gli sloveni, con Tadej Pogacar che sullo strappo finale piega il connazionale Roglic, leader della corsa. Duello spettacolare, con il vincitore del Tour che attacca a ripetizione in salita e il suo rivale puntuale a replicare: quando nel finale i ruoli si invertono, è Pogacar a incollarsi a Roglic e a saltarlo a pochi metri dal traguardo, centrando il quinto successo stagionale. Alle spalle della coppia slovena Valverde, Adam Yates e Landa, mentre Aru paga un minuto. Ancora sfortunato Kelderman: l’ex maglia rosa, al rientro dopo esser stato investito da un suv in gennaio mentre si allenava sul Garda, cade in discesa ed è costretto al ritiro. In classifica Roglic guida con 20 secondi su Pogacar, oggi il tappone con quattro salite. In Belgio è un atleta di casa a firmare lo Scheldeprijs, classica per velocisti: Jasper Philipsen mette in fila il favorito Bennett e l’ex iridato Cavendish dopo una corsa con temperature rigide. Nei dieci anche Mozzato e Nizzolo, settimo e ottavo. Philipsen, 23 anni, è al sesto successo da pro. Al via della prova non si è presentata la Groupama di Demare per un caso di positività all’interno della squadra. Prova femminile all’olandese Lorena Wiebes, terza Elisa Balsamo. Si allunga l’elenco dei ciclisti investiti in allenamento: a finire al pronto soccorso è ancora Manuel Senni, scalatore di Cesenatico, centrato da un’auto che ha svoltato senza dar la precedenza. Nell’urto il romagnolo, già vittima di un incidente analogo, è finito prima sul cofano, poi sull’asfalto, riportando contusioni varie e ferite suturate con alcuni punti di sutura. ‘Mi ha salvato il casco’, le parole di Senni.

a. cos.