Tadej Pogacar, sloveno di 22 anni: dopo il trionfo del 2020, si candida per il bis
Tadej Pogacar, sloveno di 22 anni: dopo il trionfo del 2020, si candida per il bis
di Angelo Costa E’ vero che il Tour è ancora lungo, ma è già segnato. La firma è nota, oltre che prevista: la prima crono basta a Taddeo Pogacar per spedire i suoi avversari all’angolo. Andando a spasso a 51 di media, il bimbo sloveno vince con una facilità quasi irrisoria e con altrettanta leggerezza in appena 27 chilometri distribuisce distacchi pesanti. Per intenderci: i vari Carapaz, Roglic e Thomas, indicati come suoi principali pericoli, al quinto giorno hanno quasi due minuti di ritardo, gli altri sono più indietro ancora, se non dispersi. Non prende la...

di Angelo Costa

E’ vero che il Tour è ancora lungo, ma è già segnato. La firma è nota, oltre che prevista: la prima crono basta a Taddeo Pogacar per spedire i suoi avversari all’angolo. Andando a spasso a 51 di media, il bimbo sloveno vince con una facilità quasi irrisoria e con altrettanta leggerezza in appena 27 chilometri distribuisce distacchi pesanti. Per intenderci: i vari Carapaz, Roglic e Thomas, indicati come suoi principali pericoli, al quinto giorno hanno quasi due minuti di ritardo, gli altri sono più indietro ancora, se non dispersi. Non prende la maglia gialla solo perché Van der Poel si supera e se la tiene stretta per un pugno di secondi: è, comunque, questione di poco tempo.

Cinque tappe e già sorge l’interrogativo: chi ferma Pogacar? Vien da pensare a qualcosa di straordinario, perché in corsa non si intravede chi possa reggere il passo di questo extraterrestre di 22 anni piovuto sul ciclismo. Quanto alla malasorte, fin qui ha preso di mira i suoi compagni: dopo Hirschi in avvio, stavolta a farsi male è McNulty, che cadendo si ferisce entrambe le ginocchia. Non un bel segnale aver la squadra decimata, ma va ricordato che lo sloveno basta a se stesso: facendo tutto da solo, un Tour l’ha già vinto un anno fa.

"Sono partito per non perdere terreno dai rivali, invece ho fatto meglio di tutti", dice Pogacar con lo stesso candore di un bimbo al quale hanno comprato il gelato. "Ottima giornata: non ho fatto errori, ho trovato strada e clima ideali per spingere al massimo", la semplice spiegazione di una prova di schiacciante superiorità dalla quale lo sloveno esce fresco e rilassato come da una passeggiata: in fondo, vincere per lui è la cosa più facile.

Nel giorno brilla Cattaneo e Nibali comincia a uscire di classifica, cosa che tornerà utile per andare a caccia di tappe, la Francia si consola con l’arresto della donna che il primo giorno ha steso tre quarti del gruppo per mostrare alle telecamere un cartello dedicato ai nonni: 31 anni, francese, si è costituita a Landernau, forse avvertendo che la gendarmeria era sulle sue tracce. E’ in stato di fermo per lesioni involontarie e per aver violato la sicurezza altrui, accusa che può valerle un anno di reclusione e 15mila euro di multa se il tedesco Sutterlin, ritiratosi per quella caduta, dovesse presentar denuncia.

Ordine d’arrivo quinta tappa Chang-Laval (crono): 1) Pogacar (Slo, Uae) km 27,2 in 32’00’’ (media 51), 2) Kung (Svi) a 19’’, 3) Vingegaard (Ola) a 27’’, 4) Van Aert (Bel) a 30’’, 5) Van der Poel (Ola) a 31’’, 7) Roglic (Slo) a 44’’, 8) Cattaneo a 55’’, 23) Carapaz (Ecu) a 1’44’’, 49) Nibali a 2’31’’.

Classifica: 1) Van der Poel (Ola, Alpecin) in 16h 51’41’’, 2) Pogacar (Slo) a 8’’, 3) Van Aert (Bel) a 30’’, 4) Alaphilippe (Fra) a 48’’, 9) Carapaz (Ecu) a 1’44’’, 10) Roglic (Slo) a 1’48’’, 12) Thomas (Gbr) a 1’54’’, 19) Nibali a 2’55’’.