di Angelo Costa Curioso, il ciclismo: nel giorno in cui va a casa l’ex iridato Sagan, con un ginocchio ancora gonfio per la caduta nella terza tappa, a vincere è uno dei compagni venuti al Tour per aiutarlo, Nils Politt. Approfittando subito della libera uscita, il tedescone si butta fra i 13 che vanno in fuga, resta con i tre che nel finale si avvantaggiano e, a dodici chilometri da Nimes, decide di concludere con un assolo. "Ho usato la testa", indica alle telecamere prima di far passerella all’ultimo...

di Angelo Costa

Curioso, il ciclismo: nel giorno in cui va a casa l’ex iridato Sagan, con un ginocchio ancora gonfio per la caduta nella terza tappa, a vincere è uno dei compagni venuti al Tour per aiutarlo, Nils Politt. Approfittando subito della libera uscita, il tedescone si butta fra i 13 che vanno in fuga, resta con i tre che nel finale si avvantaggiano e, a dodici chilometri da Nimes, decide di concludere con un assolo. "Ho usato la testa", indica alle telecamere prima di far passerella all’ultimo chilometro, gustandosi il primo successo in un grande giro dopo quello nella corsa di casa tre anni fa, sua ultima vittoria.

Sfuma così il primo assalto di Mark Cavendish al record di tappe di Merckx, impresa più numerica che di sostanza storica, comunque prestigiosa: il baronetto della velocità può riprovarci oggi nella splendida Carcassonne, in una tappa più lunga di questa filata ancora via ad alta velocità (oltre 47 la media) e non controllata dalle squadre, anche perché quella dello sprinter britannico ci ha infilato il solito indomito Alaphilippe, campione che non perde occasione per onorare la sua maglia iridata. Dopo di che si tornerà in montagna, stavolta Pirenei, quattro tappe in cinque giorni, un paio delle quali toste: se la classifica può ancora dir qualcosa, lo farà lì.

Aspettando di capire se esista un avversario in grado di togliergli il sonno, Taddeo Pogacar continua a guardare avanti: dopo i Giochi non si concederà vacanze, ma farà anche la Vuelta. Conoscendo l’indole del pupo sloveno, non andrà per studiare le spiagge o guardar paesaggi di montagna: anche nella corsa dove due anni fa si è annunciato come dominatore di grandi giri (terzo con tre tappe vinte) si presenterà "per dimostrare che sono bravo sempre". Intanto lo fa vedere ogni giorno al Tour, anche quando dà il sospetto di non essere del tutto in palla: il piccolo cedimento sul Ventoux si può leggere come una prima crepa in un cammino irresistibile, ma anche come conferma della lucidità di un campione capace di leggere benissimo se stesso, anche nei momenti difficili. Delle due teorie, a quanto si è visto, buonissima la seconda.

Ordine d’arrivo 12ª tappa S.Paul Trois Chateau-Nimes: 1) Politt (Ger, Bora) km 159 in 3h 22’12’’ (media 47,3), 2) Erviti (Spa) a 31’’, 3) Sweeny (Aus) st, 4) Kung (Svi) a 1’58’’, 5) Mezgec (Slo) a 2’06’’, 21) Pogacar st.

Classifica: 1) Pogacar (Slo, Uae) in 47h 06’50’’, 2) Uran (Col) a 5’18’’, 3) Vingegaard (Dan) a 5’32’’, 4) Carapaz (Ecu) a 5’33’’, 5) O’ Connor (Aus) a 5’58’’, 11) Cattaneo a 15’35’’, 13) Van Aert (Bel) a 25’21’’, 38) Nibali a 1h 09’03’’.