Dries Mertens festeggiato dal compagli dopo l’1-0 del 23’: per lui 6 gol in A
Dries Mertens festeggiato dal compagli dopo l’1-0 del 23’: per lui 6 gol in A
di Paolo Grilli Allegri blinda Morata fino a giugno, ma la Juve non può non rinforzarsi già da ora in attacco: anche questo Chiesa non basta. Allo Stadium impatta un Napoli due volte impavido: nel non rispettare le indicazioni sulla quarantena fiduciaria di Rrahmani, Lobotka e Zielinski (già attesa una bufera, su questo caso che apre un nuovo plumbeo scenario in campionato), ma anche nel controbattere con grande lucidità agli arrembaggi senza costrutto dei bianconeri, ottimi nel pressing alto, ancora piuttosto ispirati in costruzione,...

di Paolo Grilli

Allegri blinda Morata fino a giugno, ma la Juve non può non rinforzarsi già da ora in attacco: anche questo Chiesa non basta. Allo Stadium impatta un Napoli due volte impavido: nel non rispettare le indicazioni sulla quarantena fiduciaria di Rrahmani, Lobotka e Zielinski (già attesa una bufera, su questo caso che apre un nuovo plumbeo scenario in campionato), ma anche nel controbattere con grande lucidità agli arrembaggi senza costrutto dei bianconeri, ottimi nel pressing alto, ancora piuttosto ispirati in costruzione, ma pure terribilmente impacciati nel momento di colpire.

Nel primo tempo la Signora ha confezionato un unico tiro nello specchio, mancando in maniera palese di un finalizzatore. CR7 non potrà mai tornare, ma qualcuno che provi a fare la metà di Cristiano ci dovrà pure essere in giro.

Per i bianconeri è una mezza stecca in capo a un gennaio terribile, a guardare il calendario. Perchè pure con i tre non quarantenati, mancavano per Covid, Coppa d’Africa e infortuni Mario Rui, Anguissa, Koulibaly, Lozano, Malcuit, Meret, Osimhen, Ounas e Fabian Ruiz. Più di mezza squadra, e non è un modo di dire. Domenichini ha preso il posto in panchina di Spalletti, anch’egli positivo, riuscendo quasi a sfatare un tabù del tecnico titolare del Napoli, che nei suoi 26 precedenti contro la Juve in carriera ha vinto appena due volte perdendo invece ben 19 gare.

Alla Juve mancavano soprattutto Chiellini e Bonucci, ma la bilancia delle assenze erano ieri del tutto a suo favore. E i partenopei ne avevano vinta una nelle ultime cinque: la Signora aveva l’imperativo di mantenere alto il ritmo inseguendo il quarto posto e si ritrova ancora a rimpiangere quello che non è stato.

La coperta è sempre minuscola, quando questi bianconeri si misurano con grandi ambizioni. Perché se qualcosa si crea, in campo, si finisce sempre per subire. E se non si capitola, si stecca davanti. L’inverno rischia di essere parecchio lungo, cercando di dribblare le amnesie e di trovare una verve che finora non è mai stata una costante.

Questa Juve vive di momenti e non di certezze. Persino Dybala, tra gli infortuni e il mancato rinnovo, rischia di perdersi facendo mancare il suo peso specifico in una squadra che ha il solo Chiesa, dalla cintola in su, capace di fare la differenza.

Da quattro anni e mezzo la Signora non pareggiava col Napoli in campionato. Quello di ieri ha tutto l’aspetto grigio della terra di mezzo, quella in cui poi di perderti se non hai chiare le cose e l’orizzonte è fosco. In questo campionato le vittorie bianconere sono arrivate solo nella metà delle partite giocate. Serve un altro ritmo, con nuovi interpreti. Mettendoci magari la garra che il Napoli ha sfoderato a Torino.