Sonny Colbrelli, 31 anni, campione italiano 2021 a Imola
Sonny Colbrelli, 31 anni, campione italiano 2021 a Imola
di Angelo Costa Ricco di grandi firme come da tradizione, più aperto nel pronostico, non troppo infastidito dalla concomitanza degli Europei del calcio, il Tour decolla oggi da Brest, nella ventosa Bretagna, con una tappa che ha l’aspetto di una classica del Nord: la rampa finale di Landerneau ne stuzzica tanti, da quelli buoni per asfalto e terra come Van der Poel e Van Aert...

di Angelo Costa

Ricco di grandi firme come da tradizione, più aperto nel pronostico, non troppo infastidito dalla concomitanza degli Europei del calcio, il Tour decolla oggi da Brest, nella ventosa Bretagna, con una tappa che ha l’aspetto di una classica del Nord: la rampa finale di Landerneau ne stuzzica tanti, da quelli buoni per asfalto e terra come Van der Poel e Van Aert all’iridato Alaphilippe, da Matthews a Sagan. In questa nobile concorrenza potrebbe trovar spazio persino quel poco di Italia sbarcato in Francia, nove in tutto, per lo più aiutanti: anche Colbrelli, fresco di tricolore, ha in mente di provarci, sapendo che vestirsi subito di giallo varrebbe un mezzo trionfo.

SARA’ solo il primo atto di un Tour con tappe corte, tante salite, ma inevitabilmente destinato ad essere deciso dalle crono: le due previste, il quinto e il penultimo giorno, assommano quasi 60 chilometri, una condanna già scritta per chi non ne ha dimestichezza. Lì e non solo si sfideranno i litiganti designati per la vittoria, entrambi sloveni: il pupo Tadej Pogacar, entrato nell’albo d’oro a soli 21 anni, e l’ex saltatore con gli sci Primoz Roglic, beffato un anno fa dal connazionale l’ultimo giorno. Si riparte dal campionato sociale di Slovenia, con tutti gli altri pronti ad approfittarne: dalla corazzata Ineos in versione quattro per quattro (Thomas, Carapaz, Porte e Geoghegan Hart le punte) ai singoli stagionati come Uran, Fuglsang, Quintana e Woods, con Froome nell’insolito ruolo di spalla, fino all’incompiuto colombiano Lopez.

Se è vero che l’Italia ha poco da illudersi, perché lo stesso Nibali non mette nel mirino più di una tappa e del pass per Tokyo (’In caso di chiamata, lascerò la corsa’), nemmeno la Francia se la ride: dei più talentuosi che presenta (lo scalatorino Gaudu e il pensatore Martin), nessuno sembra pronto per riportare a casa un Tour che manca dai tempi di Hinault, 36 anni fa.