Giuseppe Tassi

La Coppa America l’ha vistaal divano di casa. Ma in campionato pretende un ruolo da protagonista. È un anno cruciale per Paulo Dybala, che ha visto trionfare a distanza Leo Messi e la sua Argentina dopo lunghi anni di digiuno.

Non convocato nelle Seleccion per i postumi di un infortunio al ginocchio, il genietto juventino conta sulla restaurazione di Allegri per scrivere nuovi capitoli della sua storia.

Mentre CR7 sfoglia la margherita di un ritorno senza entusiasmo, la Joya si presenta in ritiro tirato a lucido e tratta per un prolungamento del contratto fino al 2024. Ma soprattutto riceve attestati di stima da Allegri, che promette di metterlo al centro del progetto, qualunque sia il modulo scelto. Insomma un Dybala strategico nei piani della Juve futura, disposta a pagargli 7 milioni abbondanti di ingaggio. Ma a 27 anni Paulo deve riproporsi ai livelli migliori (il suo record alla Juve è di 26 gol stagionali) e lasciare l’impronta di una personalità forte e marcata. Fino ad oggi ha vinto scudetti a catena ma senza mai dare piena espressione del suo talento. Un genio discontinuo e instabile.

Se l’idolo Messi ha finalmente lasciato il segno con l’Albiceleste, adesso tocca al suo presunto erede firmare un trionfo europeo con la Juve. Un modo sicuro per entrare nella storia.