Andrea Pirlo, 41 anni. La Juve, con una gara in meno, segue l’Inter a 10 punti e il Milan a 4: a tredici turni dalla fine, un passo falso può valere l’addio allo scudetto
Andrea Pirlo, 41 anni. La Juve, con una gara in meno, segue l’Inter a 10 punti e il Milan a 4: a tredici turni dalla fine, un passo falso può valere l’addio allo scudetto
di Paolo Grilli Anomalia nell’annata calcistica forse più anomala della storia per i noti e tristi motivi, la Juve deve ricorrere ora a periodi ipotetici per immaginare il finale del suo campionato. Mai successo prima, nell’ultimo decennio. "Se non sbaglieranno mai, faremo loro i complimenti alla fine; ma se dovessero commettere passi falsi, noi dovremo essere pronti a non sbagliare mai". Parole di Pirlo alla vigilia della gara dell’Allianz Stadium con la Lazio, e il riferimento è ovviamente a un’Inter che ha preso il volo con una sicurezza spiazzante per tutte le altre. Chi è distanziata dalla vetta è proprio la Signora, attesa da tre giorni di fuoco che potrebbero dare...

di Paolo Grilli

Anomalia nell’annata calcistica forse più anomala della storia per i noti e tristi motivi, la Juve deve ricorrere ora a periodi ipotetici per immaginare il finale del suo campionato. Mai successo prima, nell’ultimo decennio.

"Se non sbaglieranno mai, faremo loro i complimenti alla fine; ma se dovessero commettere passi falsi, noi dovremo essere pronti a non sbagliare mai". Parole di Pirlo alla vigilia della gara dell’Allianz Stadium con la Lazio, e il riferimento è ovviamente a un’Inter che ha preso il volo con una sicurezza spiazzante per tutte le altre.

Chi è distanziata dalla vetta è proprio la Signora, attesa da tre giorni di fuoco che potrebbero dare una svolta, in ogni senso, a una stagione troppo altalenante per chi ha sempre vestito i panni della dominatrice. Stasera a Torino c’è una Lazio scossa dal ko col Bayern in Europa e poi da quello col Bologna. Quale migliore occasione per i bianconeri per mantenere ancora vivo il sogno scudetto, seppur appeso a un esile filo? Poi, martedì, c’è il Porto sempre all’Allianz Stadium, con l’imperativo di ribaltare la scialba prestazione dell’andata degli ottavi di Champions per accaparrarsi un traguardo – i quarti – che in fondo è il minimo sindacale per la Juve.

La tripla volata stagionale arriva però con una Juve ancora alle corde se si considera la pletora di infortunati che ha avuto l’effetto di mettere a nudo i limiti di una rosa che sembrava infinita a inizio stagione.

E così chi dovrà fare gli straordinari è proprio Ronaldo. Non che gli dispiaccia scendere in campo, magari per battere nuovi record nel frattempo, ma lo stesso Pirlo ammette che "a Cristiano, come a tutti, una o due giornate di riposo farebbero bene: ma siamo contati, ha stretto i denti e li stringerà ancora".

Sì, perché in attacco il pur annunciato ritorno di Dybala non si è ancora materializzato, e lo stesso impiego di Morata non può essere totale visto che solo negli ultimi giorni lo spagnolo è parso pienamente recuperato.

Quanto agli altri reparti, poi, non è che il sole risplenda: se Cuadrado oggi può tornare titolare in difesa, con presumibile enorme giovamento nel gioco della Signora, Chiellini è ancora fuori mentre difficilmente saranno rischiati De Ligt e Bonucci, nominalmente a disposizione ma probabilmente da preservare in ottica Champions.

A centrocampo, poi, con Arthur ancora ai box e Bentancur fermato dal Covid, le mille e più opzioni contemplate da Pirlo nei momenti di abbondanza si riducono ora a pochissime. Ed è presumibile che l’unica staffetta possibile sia quella fra Ramsey e Bernardeschi con tutti gli altri chiamati al doppio impegno.

Pirlo non può che imporre ai suoi, oltre che a se stesso, di concentrarsi sul presente senza badare a quello che sarà tra pochi giorni. Un mantra obbligato, per stare a galla su tre fronti.

E la contingenza di questo sabato suggerisce di battere la Lazio anche per tenerla lontana dalla zona Champions, quella dei primi quattro posti e mai così incerta, nella sua composizione, come in questa stagione.

In un’annata senza certezze, la Juve cerca una scossa che possa avere un effetto minimamente duraturo. Ci sarà poi tempo per capire cosa si potrà fare sul mercato, per vedere se potrà arrivare soprattutto quel playmaker che anche nell’ultima stagione è mancato. Locatelli, magari, o Jorginho: due obiettivi che Paratici non ha mai perso di vista. Ma l’estate sembra lontanissima, per mille motivi.