di Gianmarco Marchini Una torta tira l’altra. Consumata quella del trentaseiesimo compleanno - consumata, per modo di dire - Cristiano Ronaldo si concentra su quella scudetto. Una bella fetta viene servita oggi sul tavolo dell’Allianz Stadium dove alle 18 arriva la Roma terza in classifica, tra colpi di scena...

di Gianmarco Marchini

Una torta tira l’altra. Consumata quella del trentaseiesimo compleanno - consumata, per modo di dire - Cristiano Ronaldo si concentra su quella scudetto. Una bella fetta viene servita oggi sul tavolo dell’Allianz Stadium dove alle 18 arriva la Roma terza in classifica, tra colpi di scena su Dzeko e colpi di genio di Mkhitaryan. Superare i giallorossi (a +1) è d’obbligo per avere la visuale libera nell’inseguimento alle milanesi. Con l’Inter che ha allungato a Firenze e in attesa del Milan, la Juventus deve tenere la velocità alta e provare a ingranare la sesta vittoria consecutiva. Andrea Pirlo vuole battere il ferro caldo dell’entusiasmo arrivato a vette impensabili nemmeno venti giorni fa quando i bianconeri si accartocciavano a San Siro travolti dalla banda Conte e sul tecnico bianconero grandinavano sentenze. Da quella caduta, la Juve ha preso lo slancio per volare: la Supercoppa, i successi in campionato, fino alla vittoria di martedì in Coppa Italia proprio sull’Inter a chiudere il cerchio del riscatto. Con la firma di Ronaldo, definito dal suo allenatore "un eroe" visto che "a 36 anni, dopo aver vinto tutto, si allena ancora con questa passione". Eroe, in tempi di pandemia, è forse un filino esagerato: di certo, Cristiano è l’Uomo in più dei bianconeri che oggi dovranno fare a meno degli acciaccati Dybala e Ramsey, oltre a Bentancur squalificato. Davanti ci sarà Morata: avrebbe fatto comodo Edin Dzeko, molto apprezzato da Pirlo. Il bosniaco sarà nell’altra panchina dopo aver ricomposto la frattura col suo tecnico Fonseca.