Alvaro Morata, 28 anni, abbraccia Ronaldo (35): fin qui 9 gol il primo, 12 l’altro
Alvaro Morata, 28 anni, abbraccia Ronaldo (35): fin qui 9 gol il primo, 12 l’altro
di Gianmarco Marchini Una buona e una cattiva notizia nel venerdì della Juventus: quella buona, dolcissima, è il ritorno di Alvaro Morata, a cui è stata tolta una delle due giornate di squalifica per il rosso rimediato al fischio finale di Benevento. Quella cattiva è per il Genoa: il ritorno di Morata, appunto. Con lui al fianco di Sua Maestà Cristiano, la Signora fa tutto un altro effetto. Domani a Marassi Andrea Pirlo ritrova la coppia perfetta (ma non aspettatevi espressioni di giubilo, eh)....

di Gianmarco Marchini

Una buona e una cattiva notizia nel venerdì della Juventus: quella buona, dolcissima, è il ritorno di Alvaro Morata, a cui è stata tolta una delle due giornate di squalifica per il rosso rimediato al fischio finale di Benevento. Quella cattiva è per il Genoa: il ritorno di Morata, appunto. Con lui al fianco di Sua Maestà Cristiano, la Signora fa tutto un altro effetto.

Domani a Marassi Andrea Pirlo ritrova la coppia perfetta (ma non aspettatevi espressioni di giubilo, eh). Un connubio da 21 reti in due, 9 lo spagnolo e 12 il portoghese: insieme formano la penisola del gol. Se si considera che tutta l’azienda Juve fin qui ha fatturato 34 sigilli, tra campionato (20) e Champions (14), la proporzione dell’impatto di quei due è clamorosa: dai loro cilindri è uscito il 62% delle reti.

Un’alchimia pazzesca tra i due, perché Morata è il giocatore che più s’avvicina alle caratteristiche di Karim Benzema, la pista da cui sono decollati tanti, tantissimi gol di Ronaldo negli anni d’oro del grande Real. Non è un caso che Alvarito, ex niño de oro della cantera merengues, abbia studiato diverse stagioni all’ombra di Benzema. Dal francese, Morata ha imparato a interpretare il ruolo di centravanti che partecipa al lavoro della squadra, che pesa tantissimo nell’economia del gioco. E Ronaldo gongola. Mai, infatti, nei primi due anni a Torino aveva avuto un partner così affine alla sua indole di spietato solista. Alvaro è una grande seconda voce che sa prendersi la sua parte di scena senza rubarne all’altro (sia mai!). E’ la spalla ideale nella stagione a cui Cristiano chiede tutto: un altro scudetto e la Champions, per poi arrivare tonico agli Europei. E da lì, un’autostrada per il Pallone d’oro, perché di restare a cinque contro i sei di Messi non se ne parla nemmeno.

Intanto ieri è arrivata la nominations per il "Fifa Best Awards", in gara con il Rivale di sempre, appunto, e Robert Lewandowski in una cerimonia che si terrà il 17 dicembre a Zurigo in streaming. CR7, quindi, non avrà scuse per disertare, dopo che l’anno scorso non si era presentato in aperta polemica con la Fifa. Quest’anno l’umore è del tutto opposto, anche grazie a Morata.

E allora provate a dividerli, quei due. Può riuscirsi giusto il calendario che da domani fino a Natale mette quattro partite sulla strada della risalita bianconera. Non c’è riuscito finora Paulo Dybala che a Genoa sperava di giocare e, invece, rischia di restare ancora fuori. Scalpitano Chiesa e Kulusevski per una maglia da titolare.