Antonio Cabrini, 63 anni, campione del mondo 1982 ed ex di Juventus e Atalanta
Antonio Cabrini, 63 anni, campione del mondo 1982 ed ex di Juventus e Atalanta
di Mariachiara Rossi Alle porte di Atalanta-Juventus, la gara più attesa della trentunesima giornata di Serie A, e scontro diretto valido per una posizione in Champions, il clima è già infuocato. Antonio Cabrini, ex della partita con in curriculum 440 presenze in maglia bianconera e 52 reti, assicura che ci sarà da divertirsi da quì alla fine della stagione. "Arrivano entrambe da due momenti molto positivi. Sarà una gara dura, con un grande dispendio di energie e spettacolo assicurato. Ma non la definirei fondamentale, perché tutte le prossime partite saranno delle finali" afferma l’ex difensore campione del mondo. Le due squadre si sfidano per un posto...

di Mariachiara Rossi

Alle porte di Atalanta-Juventus, la gara più attesa della trentunesima giornata di Serie A, e scontro diretto valido per una posizione in Champions, il clima è già infuocato. Antonio Cabrini, ex della partita con in curriculum 440 presenze in maglia bianconera e 52 reti, assicura che ci sarà da divertirsi da quì alla fine della stagione. "Arrivano entrambe da due momenti molto positivi. Sarà una gara dura, con un grande dispendio di energie e spettacolo assicurato. Ma non la definirei fondamentale, perché tutte le prossime partite saranno delle finali" afferma l’ex difensore campione del mondo.

Le due squadre si sfidano per un posto in Champions, una volta sarebbe stata una sorpresa, ormai non lo è più..

"La Dea non è una rivelazione, anche se vedere il club di Agnelli fuori dalla corsa per il primo posto fa effetto dopo tanti anni. La Juve sta attraversando un periodo delicato e di ricambio. La squadra ha dovuto fare conti con un allenatore nuovo e molti giocatori giovani. Senza contare che è stata un’annata particolare a causa del Covid".

Come giudica la stagione di Pirlo fino ad ora?

"Beh intanto ha già vinto la Supercoppa italiana. E comunque i conti si fanno al termine della stagione e dato che manca ancora una finale di Coppa Italia da giocare, sarebbe azzardato tirare le somma ora. Inoltre vorrei ribadire un concetto: l’allenatore non condiziona il risultato della squadra, al massimo influenza il 15-20% delle scelte. Per il resto società e calciatori sono protagonisti".

Il percorso in Champions quest’anno è stato deludente…

"Senza dubbio, anche perché era un obiettivo dichiarato della società. Però se il club ha creduto nelle qualità di Pirlo vuol dire che deve averci visto qualcosa".

Per quale delle due squadre peserà di più la partita di domenica?

"Per entrambe. Anche perché qualificarsi in Champions significa tante cose. Come avere la garanzia di accedere ad un bel tesoretto…".

A questo proposito, Ronaldo da qualche tempo sembra un po’ insofferente…

"Dovrebbe chiedere il motivo alla società".

Tornando all’Atalanta, Romero sarà assente contro la Juve per squalifica.

"Sta facendo una stagione sorprendente però non mi preoccuperei troppo fossi nei panni dei tifosi. La forza della Dea non è il singolo ma il gruppo".

Per esempio nelle ultime partite ha dimostrato di saper vincere anche con la difesa a 4.

"Esatto. Un po’ per tutelarsi e un po’ per sopperire all’assenza di Hateboer, che fino a qualche mese fa sembrava imprescindibile. Oggi sappiamo che nessuno lo è, tranne l’allenatore".

Da ex difensore invece cosa ne pensa di Demiral e De Ligt?

"Sono il futuro del reparto arretrato ma devono crescere ancora per arrivare ai livelli di Chiellini e Bonucci".

Al di là di come andrà questo finale di stagione, chi si meriterebbe la qualificazione?

"A mio parere il Milan, per l’annata eccezionale che ha fatto, l’Atalanta per essersi confermata e poi spero la Juventus. Do per scontato che l’Inter vincerà lo scudetto".

Il 19 maggio Juve e Atalanta si incontreranno per la finale di Coppa Italia.

"Non ci sarà nessuna strategia da preparare, è una gara secca. E la Dea non ha bisogni di consigli, ormai è abituata a giocare questo tipo di partite".

Negli ultimi mesi si è parlato di un possibile futuro di Gasp in una società più grande...

"Perché non è già in una big?".