di Gianmarco Marchini Il vuoto lasciato dietro di sé dall’Inter libera spazio per una domanda: ma la Juventus? Già, dov’è finita la squadra nove volte di fila campione d’Italia? Risposta: è a meno undici dalla vetta. Undici punti, davvero? Il duello tra le due milanesi ha catalizzato l’attenzione, come un romanzo avvincente che ti attira pagina dopo pagina. Con le luci sulla Madonnina, Andrea Pirlo ha avuto l’ombra giusta per sperimentare,...

di Gianmarco Marchini

Il vuoto lasciato dietro di sé dall’Inter libera spazio per una domanda: ma la Juventus? Già, dov’è finita la squadra nove volte di fila campione d’Italia? Risposta: è a meno undici dalla vetta. Undici punti, davvero?

Il duello tra le due milanesi ha catalizzato l’attenzione, come un romanzo avvincente che ti attira pagina dopo pagina. Con le luci sulla Madonnina, Andrea Pirlo ha avuto l’ombra giusta per sperimentare, e forse se l’è presa fin troppo comoda, tra avanguardie tattiche e qualche passo falso in più del consentito. Con Ibrahimovic e Lukaku a prendersi la scena, quasi c’eravamo scordati di Sua Maestà Ronaldo e del reame bianconero (nonostante ci fosse Antonio Conte a ricordarcelo con la tarantella del "gap").

Ma ora? Ora il tempo è scaduto: stasera con il Crotone, la Juventus ha l’ultima occasione per provare una disperata rimonta scudetto (vincendo oggi e nel recupero col Napoli, la distanza sarebbe di 5 punti). Con il Milan che, svestiti i panni della favola, si orienta verso altri orizzonti di classifica, il campionato torna a chiedere informazioni sulla Signora. I fari puntano di nuovo su Torino: cielo nuvoloso, temperatura a -11. Impensabile ad agosto, quando Agnelli fece il Lione col povero Sarri. Il predestinato Pirlo, però, ha trovato più traffico del previsto (dai dirigenti juventini) sulla strada della consacrazione. La sconfitta di mercoledì a Porto - seconda di fila dopo Napoli - non pregiudica la corsa ai quarti di Champions, ma conferma le grandi difficoltà dei bianconeri nel trovare una solidità d’impianto e una continuità di risultati.

Non aiuta, certo, l’emergenza che tra Covid e infortuni, ha ridotto al minimo le turnazioni. Senza Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Arthur, Dybala ("sente ancora male al ginocchio", diceva Pirlo) e lo squalificato Rabiot, stasera si dovrà attingere dal pozzo degli acciaccati, con i vari Ramsey, McKennie, Bentancur e, forse, Morata ("ha avuto un virus intestinale, proviamo almeno a portarlo in panchina"). E’ il classico momento in cui la rabbia deve fare la differenza. Ben venga, allora, il Ronaldo furioso del Do Dragao. Ancora più furioso per il sorpasso di Lukaku in vetta ai marcatori. Che il tentativo di rimonta abbia inizio.