Andrea Pirlo e la Sindrome di Stoccolma. L’imperturbabile stratega juventino rischia di restare prigioniero di un pensiero affascinante destinato a trascinarsi domenica fino al garage di San Siro: e se questo Kulusevski meritasse una maglia da titolare? Una tentazione da cui il tecnico può liberarsi in due modi: abbandonandosi a essa, come suggerirebbe Oscar Wilde, oppure seguendo la via della ragione che impone una linea più prudente in...

Andrea Pirlo e la Sindrome di Stoccolma. L’imperturbabile stratega juventino rischia di restare prigioniero di un pensiero affascinante destinato a trascinarsi domenica fino al garage di San Siro: e se questo Kulusevski meritasse una maglia da titolare? Una tentazione da cui il tecnico può liberarsi in due modi: abbandonandosi a essa, come suggerirebbe Oscar Wilde, oppure seguendo la via della ragione che impone una linea più prudente in casa dell’Inter. Perché là davanti ci saranno CR7-Morata, tutto gli attaccanti in più sono un azzardo. Certo che tenere fuori il 20enne svedese in questo momento è quasi un reato: abbandono di talento. Nelle ultime settimane, il rosso di Stoccolma è tornato a brillare come quei diamanti che hanno giusto bisogno d’una lucidata. Perché l’attitudine del fuoriclasse questo ragazzo ce l’ha innata, gli serviva qualche mese di stage a Torino per capire i segreti del campione: imparare a fare un tacco in meno e un movimento in più. Pagato all’Atalanta 35 milioni a gennaio per fulminare sul tempo l’Inter, "Kulu" era partito fortissimo (debutto e gol alla Samp), poi s’è attardato sulla strada della consacrazione. A Pirlo va riconosciuto il merito di averlo saputo gestire insegnandogli il valore della panchina, e ora si vedono i frutti: ingresso straripante col Milan (assist per il 3-1 di McKennie), gol più assist a Morata negli ottavi di Coppa Italia col Genoa.

Sarà difficile vederlo dall’inizio domenica sera contro Lukaku e compagnia "contante". Ai 5 opposti nerazzurri, la Juventus dovrebbe rispondere con una linea formata da Bentancur (o Rabiot) e McKennie in mezzo, Chiesa e Ramsey ai lati. Spazi per grossi colpi di scena non ce ne sono, però... c’è un però. Con Kulusevski dall’inizio, Pirlo potrebbe provare a spaccare la gara sul nascere, con una marcata vocazione offensiva. Lo svedesino è stato fin qui schierato in sei ruoli diversi, dalla punta al centrale di centrocampo: ma i numeri dicono che più sta vicino alla porta, più è letale.

Intanto la Procura Figc ha archiviato l’indagine sull’applicazione dei protocolli Covid da parte del Napoli dopo la mancata sfida del 4 ottobre con la Juve. Triplice fischio su una partita in cui hanno perso tutti.

Gianmarco Marchini