di Luca Talotta Il destino, si sa, a volte tira brutti scherzi. Ne sa qualcosa il Milan, che alle prese con una lunga lista di indisponibili si è visto costretto a dover rinunciare anche a Rebic e Krunic causa Covid. Ma il fato è anche quello che ti mette di fronte, nel momento più difficile della stagione, il tuo recente passato. Quel Marco Giampaolo dalle ceneri del quale di fatto è nato il Milan di Stefano Pioli. Un tecnico, l’abruzzese di Bellinzona, voluto e velocemente scaricato, che ora proverà a mettere maggiormente in difficoltà la favola rossonera iniziata, guarda caso, con il...

di Luca Talotta

Il destino, si sa, a volte tira brutti scherzi. Ne sa qualcosa il Milan, che alle prese con una lunga lista di indisponibili si è visto costretto a dover rinunciare anche a Rebic e Krunic causa Covid. Ma il fato è anche quello che ti mette di fronte, nel momento più difficile della stagione, il tuo recente passato. Quel Marco Giampaolo dalle ceneri del quale di fatto è nato il Milan di Stefano Pioli. Un tecnico, l’abruzzese di Bellinzona, voluto e velocemente scaricato, che ora proverà a mettere maggiormente in difficoltà la favola rossonera iniziata, guarda caso, con il suo esonero l’8 ottobre scorso. Certo, Giampaolo ci mise molto del suo perché esordì con un ko (1-0 a Udine) e poi raccolse altre tre sconfitte nelle successive cinque giornate, diventando il secondo allenatore a perdere quattro delle prime sei partite alla guida del Milan dopo Galbiati nel 1982 e il primo a perderne quattro delle prime sei da 81 anni a quella parte. Ma fu anche capace di farsi esonerare, paradossalmente, dopo una vittoria, ottenuta sul campo del Genoa (2-1); il tutto nonostante fosse stato desiderato sulla panchina del Diavolo direttamente da Paolo Maldini.

Oggi le cose sono cambiate: Giampaolo lotta con i denti per tenersi stretta la panchina del Torino mentre il Milan, dopo oltre dieci mesi di lustrini e festoni, inizia ad accusare una prima flessione. Più mentale che fisica, perché anche mercoledì contro la Juventus la squadra ha dimostrato di avere gamba, ma ora dovrà essere bravo Pioli a lavorare sulla psicologia di una formazione che ha perso il 6 gennaio 2021 per la prima volta dall’8 marzo 2020 e che, soprattutto, si presenta con la consueta dose di giocatori indisponibili. Erano sette per il match dell’Epifania, potrebbero addirittura essere otto oggi. Perché non saranno della partita gli infortunati Bennacer, Saelemaekers ("Nelle nostre previsioni rientrano col Cagliari" ha ammesso Pioli), Gabbia Krunic, Ibrahimovic ("non credo verrà convocato") e Rebic. E sono in forte dubbio anche Kjaer (uscito affaticato contro la Juventus, l’allenamento di oggi sarà decisivo) e Calhanoglu, che ieri non ha potuto allenarsi.

Quel che appare chiaro è che anche contro il Torino servirà un’impresa. Perché la coperta, resasi corta causa le già citate indisponibilità, obbligherà Pioli a scelte forzate soprattutto in attacco, con Maldini junior e Colombo uniche alternative a Leao. Proprio nel giorno in cui Maldini senior, invece, potrà ammirare le gesta del suo pupillo Belotti, giocatore già in passato vicino al Milan e pallino dell’attuale direttore dell’area tecnica. Un cruccio di mercato che potrebbe realizzarsi in estate, soprattutto se Ibrahimovic dovesse decidere di non restare. Trattativa futuribile, ma il presente si chiama Torino. E il Milan, per la terza volta nel giro di una settimana, chiederà strada ad un suo ex: è andata bene con Inzaghi, male con Pirlo; ora sotto con Giampaolo, il tecnico forse meno apprezzato della storia rossonera.