Stefano Pioli, 55 anni, è stato in testa al campionato per 21 giornate
Stefano Pioli, 55 anni, è stato in testa al campionato per 21 giornate
di Luca Talotta A cinque giornate dalla fine di una lunga, estenuante, stagione, può starci anche una piccola bugia. Di quelle che servono per placare gli animi, tenere concentrati i giocatori e non perdere la bussola. Protagonista Stefano Pioli, autore in tutto e per tutto della grande rinascita di questo Milan, preso dalle ceneri della breve e assai deleteria gestione Giampaolo e sospinto su, fino a quel primo posto in classifica avuto in mano dalla prima alla ventunesima giornata di...

di Luca Talotta

A cinque giornate dalla fine di una lunga, estenuante, stagione, può starci anche una piccola bugia. Di quelle che servono per placare gli animi, tenere concentrati i giocatori e non perdere la bussola. Protagonista Stefano Pioli, autore in tutto e per tutto della grande rinascita di questo Milan, preso dalle ceneri della breve e assai deleteria gestione Giampaolo e sospinto su, fino a quel primo posto in classifica avuto in mano dalla prima alla ventunesima giornata di campionato. Poi il crollo, nel momento più importante della stagione, con l’inizio di una crisi che ha messo sulla graticola anche lo stesso allenatore. "Ma ho sempre avuto il sostegno del club e della proprietà - l’ammissione del tecnico emiliano - pensiamo alle ultime partite, poi faremo tutte le valutazioni. Io sono convinto di quello che sto facendo e del mio lavoro. Vado avanti per la mia strada".

Stefano Pioli si sente tranquillo ma la verità, cruda e quanto mai chiara a tutti, dirigenza e tecnico compreso, è un’altra: Benevento, Juventus, Torino, Cagliari e Atalanta saranno le squadre che sanciranno il futuro di Pioli, che senza un’eventuale qualificazione in Champions League potrebbe anche rimanere in rossonero, visto il contratto in scadenza nel 2022, ma l’eventuale esonero non sarebbe di certo ipotesi così remota, anzi. Un destino legato a doppio filo a quello del Napoli: da una parte la lotta per un posto in Champions, dall’altra il voler rimanere sulla panchina rossonera e allontanare i rumors attorno a Luciano Spalletti, nome forte e candidato numero uno anche per quella panchina dei partenopei che Gattuso quasi sicuramente a fine stagione lascerà.

Spalletti, non va dimenticato, fu cercato dal Milan già prima dell’arrivo di Pioli, quando ci fu il no dell’Inter a pagarne la buonuscita e a lasciarlo libero di firmare per i rossoneri. Con Giampaolo esonerato, la società virò poi su Pioli, il cui percorso in rossonero è stato eccellente per tutto il 2020. Ora c’è da riconquistare un posto in Champions League (i rossoneri, causa classifica avulsa, oggi chiuderebbero quinti e quindi qualificati nuovamente per l’Europa League) a partire dal match di oggi contro il Benevento: ieri Calabria e Kjaer hanno accusato qualche linea di febbre e probabilmente non saranno del match. Al posto dello svedese è pronto Alessio Romagnoli, con il capitano rossonero che torna titolare dopo l’ultima volta (7 marzo, Verona-Milan 0-2). Per Calabria si deciderà invece stamattina (pronto nel caso Dalot).