di Luca Talotta Si gioca, ma sulle ali de "L’anno che verrà". Perché stasera la sfida contro la Lazio vale davvero tanto, ma sarà soprattutto il futuro il vero banco di prova di questo Milan. Per l’allenatore, che è ripartito alla grande dopo tanta gavetta in giro per l’Italia con poche possibilità di potersi mettere in mostra su piazze blasonate, alla dirigenza, chiamata a operare nel migliore dei modi in chiave mercato. Prima, però, c’è la Lazio. Da battere...

di Luca Talotta

Si gioca, ma sulle ali de "L’anno che verrà". Perché stasera la sfida contro la Lazio vale davvero tanto, ma sarà soprattutto il futuro il vero banco di prova di questo Milan. Per l’allenatore, che è ripartito alla grande dopo tanta gavetta in giro per l’Italia con poche possibilità di potersi mettere in mostra su piazze blasonate, alla dirigenza, chiamata a operare nel migliore dei modi in chiave mercato.

Prima, però, c’è la Lazio. Da battere assolutamente, perché nessuno vuole cedere lo scettro di prima della classe ai cugini nerazzurri; e poi perché sarebbe giusto che a concludere l’anno solare in vetta fosse la squadra che ha impressionato di più, rinata dalle ceneri e capace di inanellare 24 risultati utili consecutivi e oltre nove mesi di imbattibilità in Italia: "Una partita che vale tanto – l’ammissione di Pioli – siamo molto orgogliosi di quello che stiamo facendo. Il 2021? Abbiamo ampi margini di miglioramento".

Il Milan che scenderà in campo stasera sarà, ancora una volta, incerottato. Senza Kjaer, Gabbia, Bennacer e Ibrahimovic, con Rebic e Tonali ancora in dubbio (decisiva la rifinitura di stamattina), toccherà a Leao guidare l’attacco rossonero; il giovane portoghese, dopo aver realizzato il gol più veloce nella storia della Serie A, avrà l’obbligo di confermarsi e dimostrare finalmente continuità di rendimento. In mediana ci sarà Krunic, se non dovesse recuperare Tonali si abbasserà Calhanoglu con l’inserimento di Diaz e Hauge (o Rebic) sulla trequarti.

Il tutto mentre la società sonda obbligatoriamente il mercato. Arriveranno giocatori con caratteristiche ben precise ("Riguardo il modo di lavorare, professionalità e fame", Pioli dixit); in difesa ritorna di moda il nome di Kabak dello Schalke 04 ("Ha grande stima del Milan" le parole dell’intermediario, George Gardi) così come quello di Simakan dello Strasburgo. Se è vero che la valutazione ha una discreta forbice tra i 15 e i 20 milioni, i due club stanno negoziando per trovare una quadratura per il difensore (Wolverhampton ed Everton restano però alla finestra); e mentre si complica la pista Papu Gomez (Inter ed Everton appaiono in vantaggio) rimane incertezza anche sul profilo da vice Ibra: Scamacca è il nome caldo, mentre il Real dice no per ora al prestito per Jovic; e a Londra, sponda Chelsea, aspettano un segnale per Giroud.