di Riccardo Galli Più che una gara, sarà una battaglia. Anzi, una guerra. E poi, gli ormai ex rivali o compagni di avvetura in MotoGp, mica ci sono andati per il sottile quando, quel giorno, Danilo Petrucci (nella foto) confessò loro la sua nuova sfida. "Nel 2022 faccio la Dakar", fu l’annuncio di Petrux. "Reazioni? – ha avuto modo di raccontare ’a freddo’ –. Mi hanno dato del matto...". Ma Petrucci la...

di Riccardo Galli

Più che una gara, sarà una battaglia. Anzi, una guerra. E poi, gli ormai ex rivali o compagni di avvetura in MotoGp, mica ci sono andati per il sottile quando, quel giorno, Danilo Petrucci (nella foto) confessò loro la sua nuova sfida. "Nel 2022 faccio la Dakar", fu l’annuncio di Petrux. "Reazioni? – ha avuto modo di raccontare ’a freddo’ –. Mi hanno dato del matto...". Ma Petrucci la battaglia o la guerra della Dakar l’ha voluta affrontare a tutti i costi. Così, fra tre giorni, a Capodanno, in sella alla sua Ktm (marchio con cui ha affrontano anche l’ultima avventura in MotoGp), Danilo inizierà l’inferno della competizione che attraverserà i deserti e le insidie dell’Arabia Saudita.

Una maratona da brividi e infinita, lunga due settimane, con un tachimetro che dovrà segnare una media di 400 km al giorno, per un rally su due ruote dove tenuta fisica e psicologica dovranno essere sempre e solo al massimo.

Petrucci però non ha paura e, quasi a voler esorcizzare il concetto e non mettere a fuoco che cosa lo aspetta sulle dune e le rocce dell’Arabia, ha scelto come numero di gara il 90. Come dire: la paura dovrebbe fare... 90, è vero ma non nel mio caso. "Poi, è ovvio – sono parole del pilota – mi presenterò alla gara con grande attenzione, senza voler strafare subito e puntare a chissà che cosa... Chi corre queste competizioni ha grandissima esperienza e io invece devo ancora scoprire tutto".

Allenamenti durissimi, contatti con una moto opposta rispetto a quella salutata in pista a Valencia, a novembre e poi... quella botta di sfortuna con una caviglia finita ko, un paio di settimane fa e ancora a mezzo servizio. Petrucci si racconta. "Per fortuna è stato solo un piccolo problema e quindi ho potuto continuare ad allenarmi. Ho fatto un gran lavoro a livello fisico. La moto? E’ davvero molto simile a una moto da cross. Sono contento di affrontare quest’avventura. Ho messo insieme un gran numero di chilometri per prepararmi al meglio anche se... partecipare a una Dakar ki sa che è come corre 10 gare di MotoGp di fila".